venerdì 30 maggio 2008

Gentilini: "No ai cani stranieri"


Oggi il prosindaco di Treviso Giancarlo Gentilini durante la presentazione di un convegno sulle unita' cinofile della Guardia Forestale dichiara:

"Non vogliamo le razze straniere [...] oggi chiedo un salto di qualità: avere come amico dell'uomo i cani e le razze che avevano i nostri progenitori. Vogliamo quegli amici dell'uomo che accompagnavano i nostri agricoltori e rispettavano l'economia floreale".

Giancarlo Gentilini


Ci manca solo che comincino a parlare dell'incremento delle aggressioni da parte dei cani stranieri. Prendiamola sul ridere va!

mercoledì 28 maggio 2008

Elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Sardegna

Mentre Calvin ha risposto a questa disinformazione su base Nazionale, io provero' a farlo su base regionale.

Vediamo un po', quante sono le basi USA in Sardegna? Secondo questo sito e secondo Beppe Grillo sono 16:

Sardegna


50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon Lake".

51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.

52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].

53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.

54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.

55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.

57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.

58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.

59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e pi� di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.

60. Cagliari. Base navale Usa.

61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.

62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.

63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.

64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.

65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.


In realta' vediamo un po':
Sardegna


50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Dismessa.

51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Stazione di carabinieri ed eliporto del Servizio Antincendi.

52. Sinis di Cabras [Or]. Faro di Capo San Marco, immediatamente dismissibile.

53. Isola di Tavolara [Ss]. Area marina protetta.

54. Torre Grande di Oristano. La torre di Torre Grande, direttamente dismissibile.

55. Monte Arci [Or]. Parco naturale.

56. Capo Frasca [Or]. C'erano francesi e tedeschi che mi risulti.

57. Santu Lussurgiu [Or]. Postazione Monte Urtigu, direttamente dismissibile.

58. Perdasdefogu [Nu]. Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze, retto da un Generale di brigata aerea posto alle dirette dipendenze del Comandante della 1ª Divisione - Centro Sperimentale di Volo del Comando Logistico, comprende la base e il poligono “a terra” di Perdasdefogu e il distaccamento A.M. di Capo San Lorenzo con il dipendente poligono “a mare”. Il Poligono è composto da personale proveniente per il 50% dall'Aeronautica Militare, il 35% dall’Esercito Italiano e il 15% dalla Marina Militare, il poligono attua le predisposizioni operative, tecniche e logistiche per la sperimentazione e la messa a punto di velivoli, missili, razzi e radiobersagli.

59. Capo Teulada [Ca]. C'erano francesi e tedeschi che mi risulti.

60. Cagliari. Dismessa.

61. Decimomannu [Ca]. Non ci sono piu' stranieri.

62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Aeronautica Militare.

63. Salto di Quirra [Ca]. Vedi Perdasdefogu (per metterne uno in piu' hanno scritto due volte la stessa cosa)

64. Capo San Lorenzo [Ca]. La stazione meteorologica di Capo San Lorenzo è la stazione di riferimento per il servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare e per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, relativa all'omonima località lungo la costa orientale della Sardegna.

65. Monte Urpino [Ca]. Ex depositi carburanti, direttamente dismissibile.

Fonti:
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/bollet/200707/0717/html/04/allegato.htm
http://www.cronacheisolane.it/not.07.026.htm#L%92ELENCO
http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=8600

lunedì 26 maggio 2008

Idee chiare(?) sul nucleare

"Dalla scomposizione delle cellule l'energia nucleare!"

Silvio Berlusconi


link: Progetto Galileo

sabato 24 maggio 2008

Esercito prova di forza o debolezza?

L'uso dell'esercito per questioni interne a un Paese sono una prova di debolezza dello Stato, di incapacita' a rapportarsi con i cittadini per trovare il loro consenso, di obbligarli con mezzi normali, non emergenziali ad accettare le decisioni.

venerdì 23 maggio 2008

Se son rose fioriranno

A Napoli Berlusconi vorrebbe vedere i fiori al posto della spazzatura, se son rose fioriranno, ma essendo spazzatura?

Senza parole

Sembrerebbe che la rom che ha tentato di rapire una bambina a Ponticelli, non sia una rom... e non abbia tentato di rapire nessuna bambina.

Link: Follia antizigana in Italia. EveryOne sul rapimento di Napoli

Zona militare


Non mi sembra molto normale dover rendere le discariche zone militari per poterle fare.
Chi controllera' che questi siti siano idonei ad ospitare i rifiuti?
Chi controllera' non vengano introdotti rifiuti tossici?

Una guerra dei rifiuti.

mercoledì 21 maggio 2008

Da Napoli le soluzioni di Berlusconi



Mi sembra stanco.

Spam esagerato: lavoro per tutti

Cari amici,
Se siete soddisfatti dei vostri guadagni potete fare a meno di proseguire nella lettura. Se invece siete interessati ad incrementare i vostri introiti, vi invitiamo a prendere in considerazione la nostra proposta. Noi siamo in fase di sviluppo holding. Dal 1998 ci occupiamo della vendita di rinomate marche di orologi autorevoli quali Rado, Jaeger, Ebel, Gucci. Noi Stiamo cercando collaboratori in nel vostro paese. Siamo alla ricerca di collaboratori affidabili e responsabili.
Da parte nostra garantiamo un’elevata retribuzione del vostro lavoro (da 41395052729416-5072949516172 a 7527495052749-95072749406272 euro alla settimana). Discuteremo dei dettagli al momento della presa diretta di contatti. Vi presteremo direttive e istruzioni per lavorare con noi.

importante! Rispondiamo alle mail di tutti. Non ci avvaliamo di programmi di spedizione automatica, che mandano in giro testi pre-confezionati. A tutte le mail rispondono direttamente i nostri operatori. Prendiamo contatti separatamente con ciascun potenziale collaboratore. Da ciò ne consegue che potreste ricevere risposta alla vostra mail nel giro di qualche giorno. Per velocizzare la procedura potete contattarmi direttamente all’indirizzo **********@gmail.com

E ricordate. Stando alle statistiche al 072749618506% delle persone è insodisfatta di quanto guadagna.
E da noi sono disponibili ancora soltanto 41840638528 posti non esitate!

- Steve WGATMFYRKDXUN.


Ebbene si, avete letto bene, piu' di 90 mila miliardi di euro alla settimana di guadagni. E affrettatevi, perche' sono disponibili solo quasi 42 miliardi di posti.

Parole Sante

"Quando si vuole liberare il tempio, i primi ad essere cacciati sono i cani e gli infedeli, i cani sono gli zingari e gli infedeli sono gli immigrati. Per me sono delle persone e in quanto tali vanno rispettati. Io credo che ci sia una specie di elastico: da una parte l'opinione pubblica viene alimentata attraverso i media e dall'altra il governo crea delle fiction e non è così efficace come dice di essere, perché il problema dell'immigrazione non è trattato come un problema strutturale ma emergenziale, invece nella nostra società è diventato un problema essenziale per la nostra sopravvivenza e non viene affrontato come tale"

Don Vinicio Albanesi - link

martedì 20 maggio 2008

Infrangere i limiti del buonsenso

"Mi battero' per l'istituzione del reato di associazione a delinquere tipico per famiglie rom".

Mario Borghezio - link

sabato 17 maggio 2008

La legge e' uguale per tutti...

badanti escluse!

venerdì 16 maggio 2008

Berlusconi a pranzo con Veltroni

Comincia il solito magnamagna.

link: il Sole 24 ORE

RisparmieRai

Certo, hanno chiuso in pareggio, ma hanno un vantaggio competitivo dato dal canone. Del canone ce ne sarebbe bisogno se facessero un servizio pubblico, ossia se fossero differenti dalle reti di intrattenimento private, ma non fanno nulla di diverso.

Riusciranno a togliere la politica dalla Rai?

mercoledì 14 maggio 2008

No grazie, non (me la) bevo!



Alla Camera, Antonio Di Pietro dice:

"Non abbocchiamo, noi dell'IdV non cadiamo nella tela del ragno"

Antonio Di Pietro

Travaglio D'Avanzo

Non se n'è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun - ulteriore e decisivo - elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent'anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.

GIUSEPPE D'AVANZO - link



E mi sono limitato a rammentare un fatto vero a proposito di uno dei tanti politici citati nel libro: e cioè che, raccontando vita e opere di Renato Schifani al momento della sua elezione a presidente del Senato, nessun quotidiano (tranne l'Unità e, paradossalmente, Il Giornale di Berlusconi) ha ricordato i suoi rapporti con persone poi condannate per mafia, come Nino Mandalà e Benny D'Agostino (ho detto testualmente: "Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi. rapporti con signori che sono poi stati condannati per mafia"; la frase "anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso", falsamente attribuitami da D'Avanzo, non l'ho mai detta né pensata).

MARCO TRAVAGLIO - link



E' l'impegno che Travaglio trascura. Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del "vero" e del "falso". Afferra un "fatto" controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv - e dell'impotenza della Rai, di un inerme Fazio - lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: "Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso...". Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l'ha mai detta, quella frase, è l'opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe.

GIUSEPPE D'AVANZO - link

martedì 13 maggio 2008

Il discorso del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Camera dei Deputati

Signor Presidente
Onorevoli colleghi
Il lavoro che ci aspetta per ridare fiducia e slancio all’Italia richiede ottimismo e spirito di missione. Gli elettori hanno raccolto e premiato il nostro comune appello a rendere più chiaro, più efficiente e controllabile il governo del Paese. Hanno ridotto drasticamente la frammentazione politica e hanno scelto con nettezza una maggioranza di governo e una opposizione, ciascuna con le proprie idee e passioni, ciascuna con la propria leadership. Il voto è stato un messaggio univoco alla classe dirigente, è stato la prima grande riforma di tante altre che sono necessarie.
Gli italiani hanno preso la parola. Hanno messo a tacere con la loro voce sovrana il pessimismo rumoroso di chi non ama l’Italia e non crede nel suo futuro. Hanno respinto insidiose campagne di sfiducia astensionista o di protesta qualunquista e hanno partecipato generosamente al momento più alto di una democrazia liberale moderna. E hanno detto: noi vi mettiamo in grado di risollevare il Paese, sta a voi non deluderci.
Dividetevi, hanno detto i cittadini, ma non ostacolatevi slealmente. Combattetevi anche, ma non in nome di vecchie ideologie. Prendete democraticamente le decisioni necessarie a risalire la china, rispettate il dissenso e tutelate le minoranze, che si esprimono dentro e fuori del Parlamento, ma dateci stabilità e impegno nell’azione di governo.
Fate uno sforzo comune perché chi governa e chi esercita il controllo parlamentare sul governo possano fare, ciascuno nel suo ambito, il proprio mestiere. Fate funzionare le istituzioni della Repubblica, ci hanno ordinato gli elettori, riducete l’area della vanità e della cosiddetta visibilità della politica dei partiti, realizzate quanto avete promesso di realizzare, e realizzatelo in fretta. Perché una cosa è sicura: l’Italia non ha più tempo da perdere.
Nella società italiana è maturata una nuova consapevolezza, dopo anni difficili e per certi aspetti tormentati. Si respira un nuovo clima, che si esprime nella nuova composizione delle Camere chiamate oggi a discutere della fiducia al governo. La parte maggiore dell’opposizione ha creato un suo strumento di osservazione e di interlocuzione con il governo: il gabinetto ombra di tradizione anglosassone, che può essere d’aiuto nel fissare i termini della discussione, del dissenso e delle eventuali convergenze parlamentari, in particolare sulle urgenti e ben note modifiche da apportare al funzionamento del sistema politico e costituzionale. L’aspirazione generale è che un confronto di idee e di interessi anche severo, anche rigoroso, non generi nuove risse ma una consultazione alla luce del sole, un dialogo concreto e trasparente, e poi scelte e decisioni ferme che abbiano riguardo esclusivamente agli interessi del Paese.
Il Capo dello Stato ha definito in maniera impeccabile, citando l’opera e il pensiero di quel grande liberale che fu Luigi Einaudi, i termini della dialettica tra le istituzioni, e in particolare tra la presidenza della Repubblica e la guida del governo.
Tutte le condizioni sono riunite perché il Parlamento recuperi per intero la fiducia dei cittadini, lavorando seriamente e a pieno ritmo.
Il Paese non ci chiede compromessi al ribasso, confabulazioni segrete o mercanteggiamenti, ci spinge invece ad assumerci ciascuno la nostra parte di responsabilità con un metodo e una cultura che mettano il rispetto al posto della faziosità, che mettano una polemica vivace al posto della guerriglia paralizzante, che mettano la bellezza della politica capace di cambiare le cose e di migliorarle al posto della demagogia, del chiacchiericcio, del teatrino e dell’inganno.
Noi faremo la parte che un forte consenso democratico ci ha assegnato. Non abbiamo promesso miracoli, ma intendiamo realizzare piccole e grandi cose. Partiremo da interventi di alto valore, insieme simbolico e concreto, come quelli che definiremo nel prossimo Consiglio dei Ministri che terremo a Napoli.
Punto primo. Lo scandalo dei rifiuti non smaltiti deve finire e finirà.
Nessun grande Paese può convivere a lungo con una simile ferita al suo ambiente, all’igiene pubblica e al prestigio della sua immagine dentro e fuori i confini della nazione.
Punto secondo. La casa è un bene primario intorno al quale prendono radici l’identità familiare, la capacità lavorativa e la stessa identità sociale stabile dei cittadini, e la tassazione sulla prima casa va definitivamente cancellata.
Punto terzo. Il reddito di chi lavora va sostenuto anche dalla fiscalità generale, soprattutto in una fase in cui il divario tra prezzi e potere d’acquisto dei salari e degli stipendi si è fatto in certi casi intollerabile, e chi si impegna a lavorare di più e a contribuire alla competitività delle imprese va incoraggiato con una sensibile detassazione dei suoi guadagni.
Punto quarto. La sicurezza della vita quotidiana deve essere pienamente ristabilita con norme di diritto e comportamenti preventivi e repressivi delle forze dell’ordine che siano in grado di riaffermare la sovranità della legge sul territorio dello Stato.
Noi non cavalchiamo la paura, al contrario: noi vogliamo liberare dalla paura i cittadini, e in particolare le donne e gli anziani. Coloro che sollevano obiezioni di merito ragionevoli saranno ascoltati, ma sbaglia gravemente chi nega la prima regola di una grammatica della democrazia: questa regola dice che la sicurezza è un sinonimo della libertà, e che è proprio sulla tutela della sicurezza individuale che si fondano il patto di unione dei cittadini e la stessa legittimazione del potere pubblico.
Signor Presidente
Onorevoli colleghi
Non mi attarderò sul lungo elenco delle cose da fare. E non ripeterò punto per punto gli impegni del programma: lo abbiamo presentato agli elettori e quella sarà, giorno dopo giorno, l’agenda per l’azione di governo. Non vi annoierò perciò con lunghi e pomposi discorsi di carattere settoriale. Avremo modo di confrontarci spesso in Parlamento nell’immediato futuro, e i ministri del governo che ho l’onore di presiedere sono a disposizione delle Commissioni Permanenti per ogni genere di chiarimenti.
Vorrei piuttosto collegare tutti i temi cruciali che abbiamo di fronte, anche al di là dei primi adempimenti di cui ho già parlato, alla vera grande questione che può determinare una svolta dal pessimismo paralizzante che circola oggi a quel vitale ottimismo e a quello spirito di missione comune di cui ho parlato all’inizio. Questo Paese deve rialzarsi, nel senso che ha tutte le potenzialità per rimettersi rapidamente in corsa e per tagliare il traguardo decisivo di un nuovo tempo della Repubblica: il tempo della crescita.
Il problema principale del nostro Paese è di ricominciare a crescere dopo una lunga fase, e deludente, di riduzione delle prestazioni del nostro sistema economico e sociale. La crescita non è solo un parametro economico, è un metro di misura del progresso civile di una nazione. Crescere non significa soltanto produrre più ricchezza e mettersi in condizione di redistribuirla meglio attraverso quel circolo virtuoso di responsabilità e di libertà che un mercato ben regolato può garantire.
Crescere significa anche rilanciare il Paese e i suoi talenti, significa formare nuove generazioni di lavoratori altamente qualificati, significa dare una “frustata” vitale alla ricerca e all’istruzione, significa ricominciare a padroneggiare il proprio destino senza lasciare indietro nessuno.
Crescere vuol dire ascoltare il grido di dolore che si leva dal nord e dai suoi standard europei di lavoro e di produzione, vuol dire incentivare forme di autogoverno federalista indispensabili a un’evoluzione unitaria della Repubblica, a partire dal federalismo fiscale solidale.
Crescere significa promuovere il sud del Paese considerandolo come una formidabile risorsa per lo sviluppo e sradicare il peso delle cattive abitudini e della criminalità organizzata, la vera nemica della libertà, della sicurezza e del futuro del Mezzogiorno italiano, a vantaggio della libera creatività e della voglia di fare di tante intelligenze e volontà di cui sono ricche le regioni meridionali.
Crescere significa rinnovare il paesaggio delle nostre infrastrutture, significa tornare ad essere un sistema di convenienze per gli investimenti degli altri paesi del mondo, significa fornire a tutti gli italiani un nuovo potere di conoscenza e di uso delle tecnologie, significa ringiovanire l’Italia e farla uscire dal rischio della denatalità.
Crescere significa promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell’intera organizzazione sociale, significa dare alle donne nel lavoro e negli altri ruoli sociali, un sostegno per la loro autonomia, significa rimuovere le cause materiali dell’aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell’infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico.
Crescere vuol dire aumentare la nostra capacità di scambio con il resto del mondo, vuol dire assorbire e integrare con ordine e saggezza le migrazioni interne ed esterne alla comunità di paesi europei di cui facciamo parte, senza lasciarci penetrare da un senso oggi avvertibile di sconfitta e di chiusura di fronte alle difficoltà e ai rischi dell’immigrazione selvaggia e non regolata, e restando padroni in casa nostra ma fieri dell’antico spirito di accoglienza e dell’antica capacità di integrazione del nostro popolo.
Crescere vuol dire esportare le nostre capacità, salvaguardare il posto delle nostre imprese nei mercati, crescere vuol dire aprire e modernizzare la mentalità con cui affrontiamo i problemi della salute, del benessere, della battaglia per una seria e non retorica tutela dell’ambiente, i problemi della cultura e della preziosa eredità di esperienza, di pensiero e di vita che abbiamo alle spalle e che è garanzia del nostro futuro.
Crescere vuol dire rivalutare il lavoro, renderlo più sicuro e qualificato, vuol dire fare subito e bene tutto ciò che è necessario per mettere fine alla infinita, dolorosa e inaccettabile teoria delle morti bianche.
Crescere vuol dire contrastare la rassegnazione ad alcune forme di precariato particolarmente instabili e penalizzanti, ma senza ripararci nella logica del posto fisso e mal pagato, dell’immobilità sociale, della pigrizia educativa, della tolleranza verso forme abusive di mancato impegno nella realizzazione del lavoro come vocazione e come missione nella vita personale, particolarmente in alcuni settori della pubblica amministrazione.
Per crescere dobbiamo affrontare una situazione difficile dei mercati finanziari, sfruttando la posizione di relativo vantaggio del nostro sistema bancario e chiedendo agli istituti di credito uno sforzo comune, uno sforzo aperto alla giovane impresa, alle giovani famiglie, al popolo dei consumatori e dei risparmiatori, per rendere sempre più libera, sempre più coraggiosa e orientata verso la promozione degli utenti e dei consumatori la grande rete dell’economia italiana.
Dobbiamo fare una politica estera e di cooperazione allo sviluppo che sia idonea ad assicurare la capacità contrattuale del nostro sistema nel turbolento mercato delle materie prime, senza mai rinunciare a far sentire e a far pesare la nostra voce in Europa e nel mondo.
Dobbiamo anche impedire, attraverso una tutela non protezionistica dei nostri interessi, che forme sleali di concorrenza stravolgano il mercato globalizzato e ledano gli interessi dei lavoratori italiani e della classe media, interessi che siamo chiamati a difendere con intelligenza e con lungimiranza.
Dobbiamo tenere i conti in ordine, ridurre il peso del debito pubblico in proporzione al fatturato del Paese. Dobbiamo accrescere la volontà e la capacità di contrastare l’evasione fiscale, ristabilendo però il principio liberale secondo il quale le tasse non sono “belle in sé” e neppure un tributo moralistico al potere indiscusso dello Stato. Le imposte sono il corrispettivo che i cittadini devono allo Stato per i servizi che ricevono e sono quindi il presupposto e la garanzia del buon funzionamento dei servizi pubblici e la tutela di un equilibrio sociale responsabile, mai punitivo verso chi produce la ricchezza da ridistribuire con equità.
Dobbiamo contrastare il calo di competitività del sistema economico mettendo l’insieme del Paese che lavora e produce al passo con quelle splendide imprese italiane che si sono ristrutturate in questi anni, che hanno affrontato le sfide competitive della globalizzazione e della liberalizzazione dei mercati con animo intrepido e con successo, con inventiva, con amore per il lavoro ben fatto.
Dobbiamo colpire i corporativismi e le chiusure difensive che in passato hanno tutelato soltanto i bisogni castali di un sistema assistenziale e dirigista che non ha fiducia nella libertà e nell’autonomia della società.
Dobbiamo risolvere positivamente, contemperando l’interesse nazionale e le regole del mercato, una rilevante questione industriale come la crisi dell’Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al contributo decisivo della finanza e dell’impresa italiane, che hanno tutto da guadagnare e niente da perdere da un Paese più moderno ed efficiente, e da un sistema di infrastrutture e di trasporti adeguato ai bisogni e al rango della nostra economia.
La crescita della prosperità e del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo, nel segno della responsabilità occidentale e della ricerca di vie credibili alla pace, saranno la bussola della nostra politica come Paese fondatore del progetto europeo, come grande nazione mediterranea naturalmente chiamata alla cooperazione tra le due sponde del nostro mare, e come pilastro dell’amicizia tra Europa e Stati Uniti d’America.
Solo un Paese in crescita, che dia segnali chiari di uno slancio e di un metodo nuovi per affermare la sua presenza sulla scena mondiale, può rinsaldare le proprie ambizioni, può sostenere le imprese di pacificazione e di promozione della libertà in cui sono impegnati migliaia di soldati italiani nel mondo, di cui siamo orgogliosi e a cui il Parlamento Italiano manda ancora una volta il suo ringraziamento più forte e più sentito. Soltanto un Paese in crescita può impegnarsi in una tessitura diplomatica multilaterale che avrà nell’Europa uscita dal trattato istituzionale appena varato a Lisbona il suo motore e il suo spazio di azione.
E’ nostro vitale interesse ridurre i focolai di tensione in medio oriente e contribuire alla più strenua difesa dell’esistenza e dell’identità storica di Israele, il cui diritto alla pace si specchia nel diritto indiscutibile dei palestinesi alla costruzione di uno Stato indipendente e di una democrazia capace di sradicare ogni forma di intolleranza fondamentalista e di violenza.
Signor Presidente
Onorevoli colleghi
La riforma dettata dal voto del 13 e del 14 di aprile ha lineamenti che ai miei occhi, e non solo ai miei occhi, risultano chiarissimi.
Innanzitutto nuova moralità nella politica e contrasto fermo e deciso nella piena unità civile del Paese nei confronti della criminalità organizzata.
Riduzione di ogni forma di privilegio indebito e lotta a ogni forma di spreco del denaro pubblico.
Efficienza nella spesa, riduzione del costo della pubblica amministrazione e moderazione nelle pretese fiscali dello Stato, che deve riuscire a semplificare e ridurre, sensibilmente e gradualmente, la pressione delle imposte sull’apparato produttivo e sui redditi familiari.
Sicurezza dei cittadini e affermazione di una giustizia che abbia risorse e personale adatti a un moderno Stato di diritto. E qui il mio pensiero, riconoscente, il nostro pensiero va alle Forze dell’Ordine e ai tanti magistrati che compiono in silenzio il proprio dovere.
Per realizzare questo progetto di riscatto e di rilancio occorre che una volontà comune proceda a modifiche istituzionali che oggi, dopo la lunga fase di divisione del passato, sono sostanzialmente condivise da una larga maggioranza in questo Parlamento.
L’elenco è noto, e un lavoro comune di definizione legislativa è stato già fruttuosamente compiuto. Il rafforzamento dei poteri dell’esecutivo e della sua guida, contestuale a un robusto incremento della capacità di controllo delle assemblee elettive, anche attraverso modifiche dei regolamenti parlamentari.
La diminuzione sensibile del numero degli eletti e la definizione di compiti diversi per le due Camere.
Un assetto federalista dello Stato che superi le difficoltà incontrate con la riforma del titolo V della Costituzione.
Una riconsiderazione attenta e condivisa della legge elettorale, anche nella prospettiva del referendum pendente per la prossima primavera.
Noi siamo a disposizione, noi siamo pronti.
Il dialogo può e deve cominciare da subito, non appena il governo sarà nel pieno possesso delle sue attribuzioni, all’indomani del voto di fiducia che vi chiediamo e che ci attendiamo da voi. Nessuno deve sentirsi escluso.
Nella mia ormai consistente esperienza della vita pubblica e politica, seguita agli anni spesi nell’impegno di costruire impresa e ricchezza sociale, ho avuto qualche delusione e molte soddisfazioni. Non sono e non sono mai stato un uomo solo al comando. Ho sempre avuto fortissimo il senso della squadra, delle relazioni personali all’insegna della gentilezza e del garbo che sono i veri giacimenti culturali dell’identità italiana, all’insegna della solidarietà e della compattezza di un lavoro tipicamente collettivo com’è quello di guidare lo Stato. Ho sempre cercato di mostrare e di praticare, anche quando su di me soffiava il vento dell’acrimonia personale e la bufera della faziosità, il massimo possibile di rispetto per gli avversari politici.
Non solo intendo continuare in questo sforzo, qualche volta fallito forse anche per una mia stanchezza o disattenzione, ma vorrei che questa disponibilità divenisse una regola, una buona, nuova regola della politica italiana. Non per sopire, non per troncare, non per ottundere il dibattito democratico e il confronto civile, e talvolta anche lo strappo radicale, ma per preservare istituzioni e popolo dalla litigiosità inutile, da quel senso di vacuità e di monotona ripetitività che delegittima la politica agli occhi della stragrande maggioranza degli italiani.
Con tutti i difetti della prima Repubblica, una volta in Parlamento si era capaci di recitare i sonetti di Guido Cavalcanti per rafforzare un argomento, si era abili nel giocare di fioretto un attimo dopo aver tirato sciabolate, e illustri padri costituenti sapevano temperare le asprezze della guerra fredda con l’ironia, persino con l’umorismo comunque con quel reciproco riconoscimento di valore senza il quale non esiste una vera classe dirigente.
Lo scontro per così dire “antropologico”, tra diverse classi di umanità che si ritengono incomponibili e irriducibili, è ormai alle nostre spalle, deve restare alle nostre spalle.
Abbiamo finalmente realizzato l’alternanza di forze diverse alla guida del governo, sottomettendoci alla logica del consenso e imparando con fatica che la Repubblica, i luoghi della sua memoria, i simboli della sua storia, sono patrimonio comune di tutti gli italiani, anche di quelli che si sono battuti per molti anni da parti opposte della barricata della storia.
Facciamo tesoro di questa aria nuova, respiriamola a pieni polmoni. Se un governo è messo in grado di decidere, nel rispetto del mandato che gli hanno conferito gli elettori, non ha interesse a comportarsi in modo invasivo, a considerare colleghi e avversari come nemici.
Se un’opposizione non trova intralci alla sua delicata funzione di controllo, se è messa in grado di costruire un suo progetto alternativo, non avrà interesse alcuno a mostrare un profilo negativo e muscolare in modo sistematico e irriflessivo, trasformando in cattiva propaganda la buona politica.
Le sfide, signor Presidente, cari colleghi, sono sempre anche delle scommesse, degli azzardi. E ad aiutare tutti noi, invochiamo l’aiuto di Dio. Speriamo anche di avere fortuna. Ma la fortuna, lo sappiamo bene, non viene incontro a chi fa vita pubblica se non è incoraggiata, invitata con pazienza, forse anche sedotta e ammaliata da una buona dose di coraggio e di virtù.
Con forte responsabilità ma anche con grande gioia per il compito che gli italiani ci hanno affidato, auguro sinceramente buon lavoro a noi del governo e della maggioranza e a voi tutti colleghi dell’opposizione.
E auguro a chi ci ascolta fuori da quest’aula di ritrovare l’orgoglio di sentirsi italiani, la fiducia in questa Nazione e l’amore per le nostre cento città. Auguro a tutti gli italiani di riprovare e condividere l’ammirazione che un’Italia in robusta ripresa e in corsa per i suoi primati saprà suscitare in futuro intorno a sé.
Vi ringrazio, viva il Parlamento, viva l’Italia!

Silvio Berlusconi

Con l'aiuto di Dio

"Le sfide sono sempre scommesse e per questo invoco l'aiuto di Dio ma anche della fortuna che chi vive una vita pubblica non può avere se non la seduce con una buona dose di coraggio e di virtu'".

Silvio Berlusconi


Con l'aiuto di Dio sopravviveremo anche a questa legislatura.

lunedì 12 maggio 2008

Travaglio della Rai

Tutto quello che sta' succedendo e' dovuto al fatto che la Rai deve partorire il suo nuovo gruppo dirigente!

sabato 10 maggio 2008

Calderoli sul governo ombra

"Ho apprezzato l'iniziativa dell'opposizione di dare vita ad un governo ombra, con cui potersi confrontare, fatto salvo il ministro dell'Attuazione del Programma che francamente in un governo ombra sembra una pura follia".

Roberto Calderoli

venerdì 9 maggio 2008

Armiamoci e partite all'attacco!

Immaginate una persona con un folto gruppo di seguaci. Ora, questa persona il piu' delle volte viene ignorata, perche' protesta protesta, ma alla fine del tunnel delle proteste non c'e' la luce della concretezza, pero' ogni tanto riceve delle critiche (alcune un po' inutili, altre invece piu' strutturate), ma anziche' confrontarsi con chi lo critica, decide che il modo migliore per reagire e' quello di parlare ai suoi seguaci, fomentare in loro un'antipatia verso i critici e mandarli all'attacco.

Ebbene chi e' questa persona?

Quando la stupidita' supera la necessita'

C'e' solo una cosa piu' insopportabile di una dittatura, una dittatura che vuole dare prove di forza nonostante una catastrofe umanitaria che ha colpito il suo stesso popolo e cerca di approfittarne.


Nel momento più tragico per il loro paese, con oltre 100.000 morti a causa del ciclone Nargis, i militari al potere in Birmania hanno inscenato uno sconcertante balletto sugli aiuti umanitari internazionali, prima chiudendo le porte al loro arrivo, poi riaprendole parzialmente, ma con una serie di ostacoli. E, non contenti di questi giochi da porte girevoli, hanno lanciato un appello alla popolazione perché accorra in massa domani al referendum costituzionale voluto solo dalla giunta e osteggiato dal partito di opposizione legato al Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, tuttora agli arresti domiciliari. La giunta si è permessa perfino di chiudere per festività l'ambasciata a Bangkok, lasciando senza visto i soccorritori stranieri che cercano di entrare nel paese. Le porte girevoli degli aiuti sono andate avanti per tutto il giorno. "Myanmar (il nome ufficiale del paese per il regime, ndr) non è pronto al momento a ricevere squadre di soccorso o di informazione da altri paesi - ha detto stamani il ministro degli Esteri -. Al momento il Myanmar sta dando priorità ad accogliere gli aiuti umanitari e a distribuirli alle zone colpite dal ciclone con le sue proprie risorse".

Come dire: consegnateci gli aiuti, stando alla larga dal paese, penseremo noi a distribuirli. E intanto decine di migliaia di persone rischiano di morire di fame e malattie infettive se non ricevono soccorso. Il mondo si è mobilitato per raccogliere aiuti e inviare squadre di intervento: la comunità internazionale ha già stanziato 67 milioni di dollari complessivamente, e l'Onu lancia un appello per trovarne altri 115. Ma il regime fa entrare gli operatori stranieri col contagocce e blocca i carichi di viveri per la gente affamata. Ieri ha rispedito indietro un aereo del Qatar, oggi ha bloccato due aerei e due navi del Programma alimentare mondiale dell'Onu. Il Pam, esasperato, ha annunciato che avrebbe interrotto gli aiuti. Dopo qualche ora la giunta ha fatto marcia indietro. Ma le restrizioni restano. Il direttore del Pam in Asia, Tony Banbury, ha commentato amaramente che il comportamento del governo "non ha precedenti".

Dopo mille dinieghi, il regime ha aperto anche agli odiati americani e ha accettato gli aiuti. Un aereo militare carico di materiale arriverà lunedì, ma non sarà consentito l'accesso a personale statunitense. "Le conseguenze sulla popolazione del comportamento della giunta hanno superato ogni limite" ha denunciato il dipartimento di stato americano. L'Organizzazione mondiale della sanità teme un aumento dei casi di dissenteria e infezioni respiratorie, per non parlare del rischio colera. E su tutti incombe lo spettro della fame. "La conta delle vittime purtroppo è destinata a crescere - ha detto il portavoce di 'Agire', Agenzia italiana per la risposta all'emergenza - e la condizione degli sfollati sta peggiorando di ora in ora, anche per la difficoltà di rendere effettivi gli aiuti internazionali". In questo scenario da tregenda, la giunta sembra pensare solo al referendum sulla nuova Costituzione, che a suo dire dovrebbe riportare la democrazia in Birmania e che per l'opposizione servirà solo a sancire il potere dei militari. Il partito del premio Nobel Aung San Suu Kyi ha chiesto un rinvio a causa del disastro, ma il governo ha tenuto duro: il referendum si farà, tranne che nelle regioni più colpite. L'ambasciata birmana a Bangkok intanto ha chiuso i battenti oggi per una festività thailandese. I soccorritori internazionali che aspettano un visto per entrare nel paese, dovranno aspettare fino a lunedì o martedì.

(ANSA) Stefano Secondino

link: BIRMANIA, GIUNTA CHIUDE E RIAPRE AD AIUTI

Di Pietro se ne pente?

Antonio di Pietro all'indomani della sconfitta elettorale ha fatto una scelta, quella di fare gruppo a se anziche' fare gruppo unico col Partito Democratico.

Ora che il PD ha fatto il governo ombra, l'Italia dei Valori si offende perche' e' stata esclusa.

Pentito?

Niente scuse

Perche' si chiede scusa? In genere si chiede scusa quando si fa un torto non giustificato a qualcuno. Ma se questo torto non e' neanche voluto, vuoi perche' inevitabile, vuoi per distrazione, e' giusto chiedere scusa?

Chiedere scusa e' una indicazione di pentimento e rammarico per cio' che si e' fatto. Ma se l'azione che ha provocato il torto non e' stata un'azione pensata e/o voluta significa che non ne abbiamo una colpa diretta, e se e' stata una nostra distrazione perche' chiedere scusa?

Se invece l'azione e' stata inevitabile, dovremo chiedere scusa non per l'azione che ha causato il torto, ma per la situazione precedente che ha reso inevitabile la nostra azione (sempre che la situazione precedente sia stata causata da noi, volutamente).

Insomma, la scusa deve essere accompagnata da pentimento, e senza consapevolezza del proprio errore non puo' esserci pentimento. Ma la consapevolezza del proprio errore non puo' esserci se non con la previa consapevolezza dell'azione prima di compierla (o almeno mentre la si compie).

In definitiva, scusate per questo post inutile.

giovedì 8 maggio 2008

Confronto partecipanti al V-Day 2 e inceneritore

Un inceneritore di nuova generazione consuma meno di una fabbrica e quanto circa 100 autovetture.

Partendo da questo vediamo quanti partecipanti al V-Day2 di Beppe Grillo posseggono l'autovettura.

I partecipanti nella sola Torino erano 120.000 (secondo Grillo).
Possiamo ragionare secondo la media nazionale, dati Istat, in Italia circola una vettura ogni 1,4 abitanti. Cio' significa con una breve proporzione che i 120000 in tutto hanno circa 85714 (ottantacinquemila e settecentoquattordici) autovetture.

Questo significa che i 120mila grillini in un anno con le loro 85mila e passa macchine inquinano quanto (anzi di piu' perche' il benzene e' piu' cancerogeno della diossina) 85,7 inceneritori.

A Torino c'erano i responsabili di un inquinamento pari a quasi 86 inceneritori (considerando solo l'uso delle macchine).

Non sarebbe meglio puntare il dito sul basso investimento sul trasporto ferroviario? Non sarebbe meglio puntare il dito sulla triste abitudine tutta italiana di usare l'auto per fare in media tragitti inferiori ai 4 chilometri? Non sarebbe meglio far capire alle persone che anche se costa un po' di fatica andare a piedi o usare i mezzi pubblici e' meglio per tutti?

mercoledì 7 maggio 2008

Tra poco il nuovo Governo, ecco le facce


Eccolo qui il nuovo governo Berlusconi. Con tanto di foto e ministeri.

La Cannabis sale in serie B

Il Governo del Regno Unito ha deciso di far passare la cannabis dal livello C al livello B. Il provvedimento e' stato preso anche a causa del tipo di cannabis "skunk".

link: Guardian - Smith upgrades cannabis to class B

Una poltrona non si nega a nessuno!

An non sembra soddisfatta della squadra di governo che va delineandosi, per cui considera la corsa alle poltrone ancora aperta.

Forte della vittoria di Alemanno a Roma non vuole soccombere alla Lega.

Quanto resisteranno ancora An e Fi nella stessa posticcia formazione partitica chiamata popolo delle liberta' (di ri-dividersi)?

Chissa' se un giorno entreremo nella seconda Repubblica.

Legislatura (ri)costituente


"E' intenzione della maggioranza che questa sia una legislatura costituente".

Fabrizio Cicchitto - capogruppo del Pdl alla Camera


Tra gli obiettivi c'e' l'aumento dei poteri del premier.

L'uomo sbagliato al posto sbagliato



Maurizio Gasparri capogruppo PdL al Senato

lunedì 5 maggio 2008

Cinque violente teste di c***o

Ma che c'entra la politica? Che c'entra il razzismo? Sono cinque ragazzini violenti e idioti, come purtroppo ce ne sono tanti, indipendentemente dal fatto che il loro essere idioti li ha portati anche ad essere nazifascisti (cosa significhi poi questo nome composto non lo so) due volte idioti. Ma se la politica non strumentalizza le scellerate azioni di violenza per un tornaconto non si sa vedere (da una parte e dall'altra). Mentre in un Paese normale, la politica, quella vera, dovrebbe interrogarsi del perche' gli episodi di violenza avvengono con troppa frequenza, e magari fare qualcosa per creare un sistema giudiziario che punisca veramente chi commette questi reati, anzi qualunque reato.

Invece no, questi cinque tra 6 anni o meno saranno fuori, e i politici avranno gia' trovato mille altri episodi simili sui quali accusarsi a vicenda senza fare nulla di concreto. Nei secoli dei secoli.

domenica 4 maggio 2008

A volte ritornano: Massimo D'Alema

Si, e' proprio lui, Massimo d'Alema, che, dopo mesi di silenzio torna all'attacco, prima in una strenua difesa di Calderoli, poi con queste dichiarazioni:

"La sconfitta e' stata grave, ed e' di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.
[...]
La sintonia tra Berlusconi e il paese, cominciata nel '94, non e' mai finita
[...]
Il Pd, deve cercare di coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra".
ANSA.IT - link


Traduciamo:
1. Avete perso, devo tornare io a comandare.
2. Ciao Silvio, sono qui, ti ricordi di me?
3. Venite, unitevi al PD, accorrete numerosi.

La 2 e la 3 sono in contrasto, in realta' sono in contrasto anche la 1 e la 3 visto che a proposito della sconfitta parla delle riforme che a causa della "sinistra massimalista" non si sono potute fare. Comunque non importa, ogni porta e' aperta, e Massimino puo' entrare e far entrare tutti.

Fermate il Codacons per carita'!!!

No, aspetta, questa me la segno:

L'associazione CODACONS, insieme con l'Associazione Utenti Servizi Finanziari che è federata al Codacons, ha presentato al PM romano che ha aperto una indagine per violazione delle norme penali sulla privacy, la costituzione di parte offesa nominando l'avvocato romano Claudio Coratella per tutelare gli interessi dei contribuenti messi in rete senza il rispetto delle procedure previste dalla legge 241/90 come modificata dalla legge 15/05.

La richiesta di risarcimento ammonta a 20 miliardi di euro da distribuirsi tra i 38 milioni di contribuenti italiani, 52 euro circa per ciascuno di essi. Nella istanza si chiede anche il sequestro degli elenchi da chiunque detenuti, anche attraverso l'oscuramento dei siti che ancora lo offrono in visione gratuita o a pagamento.

Intanto stamane alle 14 una copia della denuncia è stata presentata anche sulla scrivania della polizia postale e della Autorità della Privacy che potranno quindi agire anche autonomamente.


Io farei causa al CODACONS per procurato allarme, tentata estorsione allo Stato (e quindi a tutti i cittadini, tentativo di furto di denaro pubblico, richiesta di causa inutile e dannosa, ignoranza sul web (vogliono oscurare i siti che ancora lo offrono in visione gratuita o a pagamento?), ecc.

Ora credo che i danni che possiamo chiedere al CODACONS noi cittadini in caso venga dato loro ascolto dalla magistratura ammonta a 20 miliardi di euro, piu' quanto da loro ottenuto come percentuale, rimborso spese ecc.. Infatti se questi soldi li riuscissero (siamo nel campo della fantagiustizia) ad ottenere, ebbene, indovinate un po' da chi li prendono? Ovviamente dai contribuenti, e mentre la distribuzione delle 52 euro e' uguale per tutti i contribuenti, se lo Stato per recuperare questi soldi aumenta tariffe di servizi, a pagarli sarebbero le persone che usano quei servizi, e che magari li usano perche' non possono permettersi di farne a meno. Insomma il recupero potrebbe non essere uguale per tutti. In piu' e' probabile che al promotore della causa vada un rimborso spese piu' qualche altro introito che pagheremo noi.


Fermate il Codacons per carita'!!!

sabato 3 maggio 2008

Niente miracolo a Napoli

Questa volta i napoletani avrebbero preferito che San Gennaro facesse sparire i rifiuti e invece e' solo la solita liquefazione del sangue.

Intanto in Estonia i miracoli li fanno, non li aspettano.

Esplodono i carciofi

Una casalinga di Avezzano è finita al pronto soccorso per una ferita a una mano causata da una fiammata provocata da un carciofo, acquistato in un supermercato, esploso mentre lo stava pulendo.
[...]
Sul carciofo, dal quale sarebbe fuoriuscita una fiammata mentre la donna stava lavandolo in cucina, sono in corso indagini della polizia scientifica di Roma. L'esito dei rilievi potrebbe essere pronto la prossima settimana.

Repubblica.it - link



Mi sa che e' colpa della concimazione con azoto e fosforo.

E noi c'abbiamo Calderoli

Dalla Libia giunge un monito su Calderoli ministro:

Ripercussioni catastrofiche.


Voi avete Gheddafi e noi c'abbiamo Calderoli!


Poi c'e' la Lega Araba contro la Lega Nord.

venerdì 2 maggio 2008

Viviamo in Strani Mondi


Ieri me ne stavo tranquillamente seduto a guardare un programma che in genere non ho modo di guardare, e senza neppure rendermene conto mi ritrovo a dar ragione a Sgarbi quasi su tutto (almeno all'inizio della trasmissione, dopo ha cominciato ad andar fuori strada anche lui). Che razza di programma e' quello che vede un'unica voce parlante provenire da quattro bocche diverse piu' una urlante registrata che attacca tutto e tutti e le altre 4 bocche a dargli praticamente sempre ragione e come unica voce dissonante quella di Sgarbi? Che, con tutta la simpatia che potrei provare per lui, non mi pare il piu' adatto ad un contraddittorio vista la sua irruenza.

E l'unico nella trasmissione ad aver detto cose intelligenti e' stato Manuel Agnelli, il cantante degli Afterhours, che a proposito dell'informazione in internet ha detto che questa e' superficiale e senza controllo. E' si democratica, nel senso che (digital divide a parte) tutti possono scrivere cio' che vogliono, ma nessuno controlla la veridicita' di queste informazioni, e le informazioni per la natura stessa di internet non sono approfondite, ed essendo trattate superficialmente possono essere interpretate.

giovedì 1 maggio 2008

Partito Di testa - lettera aperta al PD

Si ha come la sensazione che non abbiano ancora capito nulla.
Vabbe', si e' perso, ma del resto cosa si pretendeva? Si e' continuato a stare nel Governo anche dopo che si e' fatto il PD. E la gente fa 2+2 e dice, anche voi siete responsabili del fatto che non si e' potuto governare, ce ne siamo accorti noi che non potevate fare nulla, e voi non ve ne siete accorti? E se ve ne siete accorti perche' non avete detto: "Ok, il Governo cosi' non va, si va a casa". La gente l'avrebbe apprezzato. Magari non avreste vinto lo stesso, ma non perche' siete andati da soli, anzi, con gli altri partiti la gente non vi avrebbe proprio votati.

Ora quindi non pensate minimamente di tornare indietro. Continuate nel costruire il PD, cercando di analizzare la societa', voi stessi e i vostri elettori. Ragionate sui principali temi (che non sono i salotti) la sicurezza, l'immigrazione, il lavoro, l'energia, la politica industriale, l'economia in generale. E sulle cose che usciranno da questi ragionamenti costruite il PD, altrimenti siete finiti.

Certo, potete anche pensare a essere un po' piu' socialisti, ma non e' che l'appartenenza di un partito si inventa cosi', dipende dalle sue anime, dipende dalle persone di cui vuole circondarsi. Meno meno calciatori/attori/cantanti/strarlette piu' gente comune, che senno' il vostro bel partito puo' andar bene per la TV o per i giornali, ma alla gente comune no!

E' la gente comune che vota, e' la gente comune che ogni giorno affronta i problemi e i temi che siete voi che dovreste risolvere, e se perdete il contatto con queste persone, perdete il contatto con questi temi. Provate ad essere vicini al "popolo" cercate di coinvolgerlo veramente, lasciate a casa almeno per una volta l'inutile bagaglio dei showmen, siate seri. Sara' meno bello vedervi ma sara' piu' proficuo parlarvi.

Ora state li' ancora a parlare di Roma e chiedervi: "si, le elezioni nazionali le abbiamo perse per come abbiamo Governato, ma perche' anche il Comune di Roma?".
Non e' che i problemi del Paese a Roma non ci sono. La sicurezza e' un tema presente anche a Roma, e non hanno fiducia in voi perche' ancora non avete ragionato su questo problema.

E anche se promettete di risolverli questi problemi, non e' che la gente e' disposta a fidarsi nuovamente di voi cosi', subito, no, dovete conquistarla la fiducia.

Prima proponete soluzioni, dimostrate di impegnarvi per risolverli i problemi, a partire dai Comuni, Provincie e Regioni che amministrate. E allora si che il PD puo' essere un partito rappresentativo, perche' se non rappresentate la gente, rappresentate solo voi stessi, ed e' una cosa triste a vedersi.

Pensateci mi raccomando!

L'uomo di parte

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"Sono un uomo di parte, ma mi impegnerò per il rigoroso rispetto della parità dei diritti di tutti i parlamentari".

Gianfranco Fini


Si, vabbe', a me sembra un uomo messo da parte.