Potevamo sputtanare tutti quegli orafi che dichiarano quanto un insegnante elementare, potevamo sputtanare i dentisti che dichiarano meno di un operaio.
Perche' noi che viviamo vicini a loro sappiamo che hanno piu' macchinoni, sappiamo che hanno piu' case, ecc. e se vediamo che invece dichiarano poco le cose non tornano.
Certo, ci sono un sacco di aspetti non trascurabili, ma quelli sulla criminalita' organizzata sono falsi, cosa gliene frega alla mafia di sappere quanto dichiari, sa quanto guadagni, ha i dati veri, non quelli che dai tu.
Per quanto riguarda le gelosie tra vicini o colleghi sono semplicemente stupidaggini, se siamo cosi' stupidi da arrabbiarci per queste cose non possiamo certo pretendere che lo Stato ci tratti da bambini non dicendoci le cose per non farci soffrire e arrabbiare.
E invece, il garante della privacy ha bloccato tutto.
mercoledì 30 aprile 2008
Garante della privacy vs informazione trasparente
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martedì 29 aprile 2008
Sparisce il rosso

Attendevo il verde per poter attraversare la strada, e notavo che il semaforo era spento, pensavo fosse guasto, invece era sparito il rosso.
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L'italiano si scopre di centro-destra
Eppure era convinto di essere di sinistra, voleva che tutti pagassero le tasse, soprattutto chi guadagna di piu', voleva che questo servisse a ridistribuire il reddito verso i piu' poveri, voleva una politica di accoglienza verso gli extracomunitari e ancor di piu' verso i comunitari.
Tutto questo in via teorica.
Poi qualcosa e' cambiato, ci si e' scontrati con la realta'.
E cosi' ora l'italiano non vuole le tasse, dice di essere lui il povero, l'accoglienza col cavolo, ne' agli extracomunitari ne' ai comunitari.
L'italiano sogna di essere di sinistra, ma e' di destra, anzi, non e' neppure di destra, perche' non vuole le tasse, ma i servizi si, non vuole gli extracomunitari ma non vuole neppure fare i lavori che fanno loro, vuole le liberalizzazioni ma non se riguardano le sue attivita' protette, vuole le privatizzazioni ma non vuole che nessuno perda il posto di lavoro.
Insomma, ne' carne ne' pesce, un intruglio pericoloso!
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Riflessioni tardive per il PD
Dopo la sconfitta di Rutelli a Roma Veltroni si rende conto della necessita' di una riflessione.
Questa "riflessione" oramai tardiva, andava fatta nel 2006, all'indomani della vittoria per un soffio del centro-sinistra. Allora ci si sarebbe dovuto domandare il motivo di quel risultato poco chiaro, senza dare tutta la colpa alla legge elettorale, che fa si schifo, ma come si e' visto a queste elezioni, puo' dare una vittoria netta.
Invece si e' trovato il capro espiatorio, l'origine di ogni male, nella legge elettorale, evitando cosi' di fare i conti con la realta', ossia di un elettorato migratore, stanco delle promesse, dei litigi, delle riforme non fatte.
L'Italia e' la patria delle riforme... attese.
Non che il centrodestra abbia fatto riforme, se non quella sulle pensioni (tra l'altro rimandandola alla successiva legislatura) pero' da l'illusione della compattezza, il suo leader e' veramente il suo leader, non una specie di uomo di pezza messo li e tolto alla prima occasione. Prodi dava l'idea di vero leader, capace di resistere, Veltroni no, e come lui anche Rutelli prima. A dimostrazione di questo ci sono due vittorie di Prodi e due sconfitte, una di Rutelli e una di Veltroni.
Questa volta pero' l'effetto dovuto alla leadership era minore, l'altra volta con Rutelli era proprio palese che non contasse nulla nel partito.
Veltroni invece il potere lo aveva, anche per le primarie certo, ma soprattutto perche' non c'era nessun altro, pero' il PD dava ugualmente l'idea del carrozzone del 2006 in formato minore, troppe voci, troppo rumore, la linea unitaria era poco chiara, si doveva lavorare ancora su questo punto, ma le elezioni anticipate non l'hanno permesso.
Cio' che piu' ha contato questa volta e' stata la fame di riforme non soddisfatta dal Governo Prodi, le liberalizzazioni non fatte, la giustizia che ancora non funziona, il precariato che continua ad essere penalizzante per lavoratori, le piccole e medie imprese non aiutate, ecc.
Si e' pensato di risolvere tutto andando "da soli". Dicendo: "Guardateci, siamo forti ora, non piu' riccattabili, si puo' fare!". Ma la gente era stanca di attendere, stanca di vedere litigi, esasperata da un Governo che scendeva in piazza contro se stesso. Per questo ha punito la sinistra l'arcobaleno, per questo ha punito in parte anche il PD, che in quei litigi era pur sempre una parte, era il padre incapace di tenere a bada i propri figli.
Ora cominci pure un'analisi, ma sia seguita da scelte coraggiose, da azioni concrete a partire dai comuni, dalle provincie e dalle regioni amministrate dal PD (che anche alle amministrative avrebbe fatto bene a correre "da solo"). Cosi' da dimostrare che veramente "si puo' fare" e non sono solo chiacchiere da salotto.
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lunedì 28 aprile 2008
Amara Roma
Colli piangenti lacrime amare allagano la Citta'. La gente si tura il naso per non affogare, ma ride felice e si riempie i polmoni delle lacrime amare. Appena svanita l'illusione del cambiamento restera' l'amaro sapore della delusione.
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domenica 27 aprile 2008
L'italiano medio

L'italiano medio parla di meritocrazia ma se gli capita l'occasione di essere raccomandato accetta e al diavolo il merito.
L'italiano medio ci tiene all'ambiente e a citta' pulite, ma butta le cartacce per terra e siccome trova un sacrificio la raccolta differenziata, se puo' la evita.
L'italiano medio ha la macchina e la usa anche quando potrebbe andare a piedi o con mezzi pubblici, e per uscire con gli amici ognuno esce con la sua macchina anziche' andare insieme nella stessa. Pero' si lamenta dell'inquinamento e del prezzo della benzina.
L'italiano medio crede agli oroscopi, ai maghi, alle fattucchiere, spera di vincere ai giochi d'azzardo, sperpera il suo denaro, ma si lamenta del prezzo del pane.
L'italiano medio non legge giornali, lo appassionano i reality, e si lamenta per la mancanza di informazione.
L'italiano medio, chi piu' chi meno, siamo tutti noi!
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sabato 26 aprile 2008
Squadra, squadraccia, squadretta di Governo!
Al momento di incarichi certi ci sono Giulio Tremonti all'Economia, Franco Frattini agli Esteri, Mariastella Gelmini all'Istruzione, La Russa alla Difesa, Matteoli alle Infrastrutture, Elio Vito (Giustizia).
Corriere della Sera.it - Il Cavaliere lavora alla squadra
Riepilogando:
- la squadra che puo' pure andar bene: Frattini, Gelmini;
- la squadraccia che mi lascia perplesso: La Russa, Matteoli;
- la squadretta che proprio non mi piace: Tremonti, Vito.
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venerdì 25 aprile 2008
V2 Day
Sono d'accordo con l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, anche per le altre proposte, se ne puo' discutere, tra l'altro Beppe Grillo non e' certo il primo a parlarne, se ne parla da tempo ormai. Pero'...
Morfeo Napolitano ha dichiarato che la stampa deve difendersi dalla Rete. E’ il miglior viatico per i tre referendum del 25 aprile per una libera informazione in un libero Stato. Il presidente della Repubblica è il nostro testimonial. Si è spinto là dove non osano neppure le aquile e Mastella. Persino oltre Hu Jintao.
Beppe Grillo - Topi di Fogna
E leggete questa risposta:
Vedi Beppe, il problema non e' la mancanza di informazione, ma l'incapacita' o la poca voglia di informarsi. Prendi questo tuo post ad esempio, leggi uno stralcio di un intervento di Napolitano sull'ANSA e salti alle conclusioni che ti fanno comodo. Non cerchiamo approfondimenti quando la notizia che troviamo avvalora il nostro pensiero. Non abbiamo voglia di fare un piccolo sforzo per capire nella sua completezza la notizia, o cercare di confutarla. E cosi' restiamo belli fermi nelle nostre idee, magari anche sbagliate.
Se tu avessi avuto voglia di andare qui:
http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=35619
Avresti trovato il discorso completo, e avresti visto che hai tratto conclusioni sbagliate.
Occorre onesta', e capacita' di riconoscere i propri limiti e i propri errori, non fermarsi alla prima blanda notizia, approfondire, cercare oltre. L'informazione c'e', manca la gente che vuole informarsi.
Luca Vinci
Ed ecco cosa ha detto Napolitano:
La ringrazio molto delle sue parole e, innanzitutto, dell'iniziativa di rendere visita qui al Quirinale nel momento in cui state per celebrare il centenario della vostra Federazione. È un anniversario importante, siete una grande realtà, e ho trovato bella l'idea di partire nel nome di Giovanni Amendola. Sono anche lieto che da queste stanze un vostro vecchio collega, Arrigo Levi, abbia potuto dare un valido contributo al ricordo di quella grande figura.
Raccolgo pienamente quello che per molti aspetti lei ha detto; e concordo con la convinzione profonda che una stampa libera, capace di nutrire culturalmente e idealmente il rapporto con i lettori e di esprimere la propria indipendenza di giudizio, costituisca un elemento essenziale di quell'equilibrio dei poteri proprio di ogni democrazia vitale e bene ordinata. Naturalmente, essendo così fortemente assertore di un principio di libertà e di indipendenza della stampa, sono sensibile anche ad altri concetti. In modo particolare ricordo che, in una precedente occasione, raccolsi dall'intervento del dottor Del Boca una riflessione sul concetto di responsabilità della stampa: che significa esercizio misurato della propria funzione sulla base di una coscienza critica e dei valori a cui dare la priorità, tenendo conto, naturalmente, anche del quadro in cui si colloca l'attività della stampa in un mondo, ormai, così aggressivamente multimediale. Insomma, ci sono delle sollecitazioni a cui penso sia importante saper resistere, in maniera da garantire il massimo di libertà, responsabilità e dignità della stampa.
Vorrei, poi, fare qualche particolare auspicio. Non sto a indicare temi o questioni che mi stanno particolarmente a cuore; e voi sapete come io segua - ad esempio - con particolare impegno e passione le vicende dell'unità europea, per il ruolo che l'Italia è chiamata a svolgere nel processo di integrazione europea. Voglio, piuttosto, mettere l'accento sulla importanza che dalla stampa venga molta attenzione per gli indirizzi costituzionali, e per gli equilibri costituzionali. Credo che, se in certi casi si vedono lesioni di questi principi, è molto importante che si sentano voci indipendenti, voci critiche, anche perché avete la possibilità di avvalervi di figure di grande competenza, di persone che scrivono e che conoscono specificamente la problematica delle istituzioni e del modo di essere della Costituzione.
Quest'anno - come si sa - è il sessantesimo dall'entrata in vigore della Costituzione. Si stanno manifestando molte occasioni per dare a questa celebrazione un carattere non puramente formale, ma per partire di lì per un rilancio di valori e di principi in una fase in cui, si può dire, prevale l'esigenza della revisione sull'esigenza della riaffermazione. E con un equivoco di fondo, perché l'esigenza della revisione dovrebbe essere chiaramente riferita - e nei fatti in tutti i successivi tentativi di riforma è stata riferita - alla seconda parte della Costituzione, cioè all'ordinamento della Repubblica, mentre la prima parte rimane così valida, viva e capace di adeguarsi a nuove realtà, che nessuno ha proposto di modificarla, nemmeno - ripeto - nel corso degli ultimi progetti di revisione della Costituzione. Comunque, mi pare che sia molto importante avere il vostro occhio e il vostro intervento su queste questioni.
Vi faccio molti auguri per la manifestazione che vi attende.
Giorgio Napolitano
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A chi serve l'informazione libera?
Siamo veramente sicuri non ci sia libera informazione? Non e' forse che la maggior parte delle persone semplicemente non vuole le informazioni?
Per comprendere alcune informazioni, elaborarle e vederne gli effetti, occorre un minimo di sforzo. Invece le informazioni, le notizie che riguardano cronaca e gossip sono facili da assimilare, non richiedono alcuno sforzo, colpiscono i lati piu' istintivi dell'essere umano.
L'informazione c'e', se una persona vuole veramente risalire alla vera informazione puo' farlo, certo, questo richiede un piccolo sforzo, un po' del proprio tempo.
Se una persona si ferma alla prima informazione che gli viene data, e la prende per vera, senza approfondire o cercare un'altra fonte. Allora e' perche' gli va bene cosi'. Perche' quella informazione avvalora il suo pensiero, perche' con quella informazione puo' permettersi di non dover cambiare idea, di non dover rielaborare il suo pensiero.
Allora non si dica che manca l'informazione vera, manca la voglia degli italiani di accedere a questa informazione.
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giovedì 24 aprile 2008
E' vietato
Facci, Facci, come hai osato,
oggi ne hai fatta una nuova,
Qui in Italia sai e' vietato.
Giudicare i giudici e' reato,
nonostante abbia la prova.
Incolpare i colpevoli e' sbagliato,
tanto poi non li si ritrova.
Derider chi deride e' insensato,
anche perche' non ti giova.
Posson dire che e' cambiato,
che il tuo pezzo e' inappropriato,
che tu sei un disperato,
ma i commenti tu hai levato.
Qui in Italia sai e' un'alcova,
che protegge chi la beve
ed attacca chi non deve.
1/4 | 2/4 | 3/4 | 4/4
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Ostensione

Non so, mi sembra tutto troppo urlato.
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mercoledì 23 aprile 2008
Veniamo da lontano, andiamo in Parlamento
Dodici deputati e sei senatori, eletti nelle circoscrizioni estere di Camera e Senato.
ANSA.it - link
Mi chiedo perche' cittadini italiani che vivono ormai da anni all'estero, che non subiscono gli effetti delle decisioni prese da chi siede in Parlamento o a Palazzo Chigi debbano partecipare alla loro elezione.
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martedì 22 aprile 2008
Giornata mondiale della Terra 2008
Reversibilita' dell'artificiale,
irreversibilita' del naturale.

Siamo veramente tanto egocentrici da pensare che invertendo il processo artificiale possiamo "salvare la Terra"? Servira' a salvare noi stessi, se siamo ancora in tempo. Ma la Terra si salva da sola, solo che i suoi tempi sono differenti dai nostri. Per questo abbiamo la presunzione di poter causare la "distruzione" della Terra, o avere la capacita' di poterla "salvare".
Quando invece non siamo in grado neppure di salvare noi stessi.
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Alitalia - (f)Al(l)italia - fAllitalia
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lunedì 21 aprile 2008
L'ultimo volo di Alitalia
Intanto Air France molla tutto e prende il volo, verso luoghi piu' tranquilli.
Se Berlusconi fa sparire i rifiuti come fa sparire i possibili acquirenti di Alitalia in campania possono stare tranquilli.
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L'Alba o il Tramonto?
Oggi mentre ero in pullman, o dormivo o pensavo, ho scelto la seconda possibilita', quindi ho pensato all'alba e al tramonto, e a quale delle due preferissi.
L'alba e' si la nascita del sole, degli alberi, dei fiori, ma e' la morte delle stelle, della luna e dei grilli.
D'altra parte il tramonto e' la morte del sole, ma la nascita delle stelle.
Ma piu' di tutto, preferisco guardare il tramonto perche' le uniche occasioni per potermi gustare questi momenti in santa pace, senza le luci della citta' nei dintorni, senza palazzi e case, e' in estate, al mare, e in estate fa notoriamente caldo, per cui il tramonto porta anche un po' di refrigerio.
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giovedì 17 aprile 2008
Incapacita', inadeguatezza, svogliatezza e sfacciataggine
Incapacita', inadeguatezza, svogliatezza e sfacciataggine. Tutte queste caratteristiche quando vengono riconosciute nel nostro prossimi ci infastidiscono, ma se riconoscerle nel nostro prossimo significherebbe riconoscerle in noi stessi allora come ci comportiamo?
Fai finta di niente, non le vedi, speri sia migliore di quanto in realta' non sia, cosi' da poterti sentire migliore anche tu.
Cosi' si creano situazioni paradossali, in cui gli incapaci sono considerati capaci, in cui gli inadeguati sono visti come capaci, in cui gli svogliati vengono scelti per la loro grande energia.
E cosi' i problemi non si risolvono, anzi si aggravano per la loro incapacita' e inadeguatezza, ma nessuno vuol dare la colpa a queste persone, altrimenti dovrebbe riconoscerne i difetti e cosi' facendo dovrebbe ammettere anche i propri difetti. Per questo motivo i responsabili vengono cercati altrove, lontani dai responsabili e da se stessi.
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H1dR0GeN0
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Panico in ascensore
In tre minuti è condensata la tremenda esperienza Mr. White, un manager americano rimasto chiuso un giorno e due notti in un ascensore.









