venerdì 29 febbraio 2008

Si puo' cambiare la politica dal basso?

Si puo' cambiare la politica dal basso? Questa e' la domanda a cui ora voglio cercare di dare una risposta, occorre premettere che sicuramente non la si puo' cambiare dall'alto. E' difficile, addirittura ridicolo pensare che i politici alle piu' alte sfere cambino se stessi, ma e' difficile pensarlo anche per i sindaci e i consiglieri comunali.

Cerchiamo di capire perche' i politici erano sono e molto probabilmente saranno cosi'.
Ipotizziamo un comune, un piccolo paese con tre candidati, Tizio, Caio e Sempronio:
- Tizio e' buono e disponibile, onesto e sincero;
- Caio e' falso, fa promesse che non potra' mantenere;
- Sempronio e' disponibile, ma disonesto.

Nel nostro ipotetico paesino, Tizio nella campagna elettorale dice che non essendoci molta disponibilita' economica si occupera' delle cose piu' urgenti, e purtroppo non le potra' fare neppure tutte, elencando chiaramente quali esse siano. Caio dice che soldi ce ne sono, bisogna solo saperli spendere, comincia a promettere mari e monti. Sempronio promette cose superiori alle reali possibilita' economiche (ma senza esagerare) davanti a tutti, ma poi in privato, con i cittadini che portano molti voti, promette cio' che loro vogliono.

Ipotizziamo che a turno abbiano vinto tutti e tre:
Dopo qualche anno, Tizio ha fatto le poche cose promesse, il bilancio e' a posto, ma la gente non ha ancora avuto i benefici di tutto cio', proprio perche' sono misure che sortiranno i loro effetti solo a lungo termine. La gente sa che Caio non mantiene le promesse, tutto cio' che ha promesso e' stato disatteso (tuttavia ci ricascano sempre perche' lui e' bravo a dare la colpa dei suoi insuccessi agli altri), Sempronio non ha fatto molto di piu', ma a chi andava a chiedergli di dare un lavoro al figlio lui lo accontentava, chi andava a chiedergli qualsiasi altro "favore" lui cercava di accontentarlo, una politica clientelare, di corruzione e fortemente incentrata sulla spesa pubblica, con alti costi su tutta la popolazione, sia diretti (stipendi del personale assunto per fare favori) sia indiretti (i costi dovuti al fatto che questo personale in gran parte non ha meriti, lavora poco e male, con tutti i relativi costi per i cittadini).

Tizio Caio e Sempronio si candidano alle Regionali, con le stesse promesse, e con gli stessi comportamenti, il 10% dei voti li prende Tizio, il 40% dei voti li prende Caio, una percentuale dei voti li perde perche' qualcuno sa che non mantiene le promesse e la voce si e' diffusa, e il 50% dei voti li prende Sempronio.

Sempronio vince le elezioni, e con la sua politica corrotta e clientelare va alla Regione, mettendo persone che vuole lui alla ASL, negli ospedali, negli enti pubblici, moltiplicando l'effetto che aveva creato nel comune, con il moltiplicarsi della spesa e dei conti e delle inefficienze. Ora pensiamo tutto cio' trasportato al Parlamento, e al Governo del Paese, si, e' una fotografia del nostro Paese.

Chi fa strada e' chi riesce a crearsi un elettorato fedele, chi riesce a far questo e' chi accontenta i suoi compaesani prima, corregionali poi, chi riesce a occupare gli enti pubblici nei posti piu' importanti, creando una ragnatela per cui riesce a controllare il territorio, perche' se tu controlli un ente pubblico puoi far assumere certe persone, che ti porteranno i loro voti ecc.

E' una catena che non si puo' spezzare dall'alto, perche' gli anelli rotti vengono semplicemente sostituiti, come e' avvenuto all'indomani di Mani Pulite. E non si puo' spezzare dal basso, finche' la gente di quel paesino votera' Caio o Sempronio perche' le loro promesse sono piu' belle e non votera' Tizio perche' vogliono tutto e subito.

Per creare un buon Governo serve un buon Popolo, siamo sicuri di esserlo? Siamo sicuri che creare liste civiche senza prima cambiare noi stessi avra' un qualche effetto positivo?

martedì 5 febbraio 2008

Troppa attesa, nessuna sorpresa!

Com'era prevedibile, date le premesse (soprattutto quella "conta" al Senato che Prodi ha fatto per impedire proprio questa strada) Marini ha dovuto prendere atto dell'impossibilita' di qualunque accordo per poter cambiare la legge elettorale.

Quindi probabilmente il 13 Aprile, gli italiano saranno chiamati alle urne, con una legge elettorale disprezzata ma inevitabile. E il referendum (se va bene) si fara' tra un anno.

Veltroni corre da solo, sperando che il PD lo segua e non si spezzetti ulteriormente (viste le innumerevoli correnti e correntine di cui e' formato).

Berlusconi corre in compagnia, forse troppa, sono costretti a seguirlo innumerevoli partiti e partitini, eterogenei come se non piu' del vecchio minestrone del centrosinistra. Ma dato che la legge elettorale non e' cambiata, per vincere non voleva/poteva fare altrimenti, anche se in effetti potrebbe anche vincere da solo, l'affidarsi troppo a sondaggi che usa solo per propaganda, ma a cui neppure lui (Silvio) crede rende le sue (Berlusconi) previsioni poco affidabili.

Vedremo, intanto per almeno 3 mesi saremo (cosa incredibile) ancora piu' immobili del solito, e io che pensavo che l'immobilismo fosse lo zero assoluto, invece no, contro ogni legge della fisica, per almeno tre mesi, l'Italia sara' piu' immobile dell'immobile. Salari bassi, produttivita' ancora piu' bassa, spazzatura, ecc. sono tutti problemi che possono attendere, in nome dell'alternanza e per conto del potere politico.