Si puo' cambiare la politica dal basso? Questa e' la domanda a cui ora voglio cercare di dare una risposta, occorre premettere che sicuramente non la si puo' cambiare dall'alto. E' difficile, addirittura ridicolo pensare che i politici alle piu' alte sfere cambino se stessi, ma e' difficile pensarlo anche per i sindaci e i consiglieri comunali.
Cerchiamo di capire perche' i politici erano sono e molto probabilmente saranno cosi'.
Ipotizziamo un comune, un piccolo paese con tre candidati, Tizio, Caio e Sempronio:
- Tizio e' buono e disponibile, onesto e sincero;
- Caio e' falso, fa promesse che non potra' mantenere;
- Sempronio e' disponibile, ma disonesto.
Nel nostro ipotetico paesino, Tizio nella campagna elettorale dice che non essendoci molta disponibilita' economica si occupera' delle cose piu' urgenti, e purtroppo non le potra' fare neppure tutte, elencando chiaramente quali esse siano. Caio dice che soldi ce ne sono, bisogna solo saperli spendere, comincia a promettere mari e monti. Sempronio promette cose superiori alle reali possibilita' economiche (ma senza esagerare) davanti a tutti, ma poi in privato, con i cittadini che portano molti voti, promette cio' che loro vogliono.
Ipotizziamo che a turno abbiano vinto tutti e tre:
Dopo qualche anno, Tizio ha fatto le poche cose promesse, il bilancio e' a posto, ma la gente non ha ancora avuto i benefici di tutto cio', proprio perche' sono misure che sortiranno i loro effetti solo a lungo termine. La gente sa che Caio non mantiene le promesse, tutto cio' che ha promesso e' stato disatteso (tuttavia ci ricascano sempre perche' lui e' bravo a dare la colpa dei suoi insuccessi agli altri), Sempronio non ha fatto molto di piu', ma a chi andava a chiedergli di dare un lavoro al figlio lui lo accontentava, chi andava a chiedergli qualsiasi altro "favore" lui cercava di accontentarlo, una politica clientelare, di corruzione e fortemente incentrata sulla spesa pubblica, con alti costi su tutta la popolazione, sia diretti (stipendi del personale assunto per fare favori) sia indiretti (i costi dovuti al fatto che questo personale in gran parte non ha meriti, lavora poco e male, con tutti i relativi costi per i cittadini).
Tizio Caio e Sempronio si candidano alle Regionali, con le stesse promesse, e con gli stessi comportamenti, il 10% dei voti li prende Tizio, il 40% dei voti li prende Caio, una percentuale dei voti li perde perche' qualcuno sa che non mantiene le promesse e la voce si e' diffusa, e il 50% dei voti li prende Sempronio.
Sempronio vince le elezioni, e con la sua politica corrotta e clientelare va alla Regione, mettendo persone che vuole lui alla ASL, negli ospedali, negli enti pubblici, moltiplicando l'effetto che aveva creato nel comune, con il moltiplicarsi della spesa e dei conti e delle inefficienze. Ora pensiamo tutto cio' trasportato al Parlamento, e al Governo del Paese, si, e' una fotografia del nostro Paese.
Chi fa strada e' chi riesce a crearsi un elettorato fedele, chi riesce a far questo e' chi accontenta i suoi compaesani prima, corregionali poi, chi riesce a occupare gli enti pubblici nei posti piu' importanti, creando una ragnatela per cui riesce a controllare il territorio, perche' se tu controlli un ente pubblico puoi far assumere certe persone, che ti porteranno i loro voti ecc.
E' una catena che non si puo' spezzare dall'alto, perche' gli anelli rotti vengono semplicemente sostituiti, come e' avvenuto all'indomani di Mani Pulite. E non si puo' spezzare dal basso, finche' la gente di quel paesino votera' Caio o Sempronio perche' le loro promesse sono piu' belle e non votera' Tizio perche' vogliono tutto e subito.
Per creare un buon Governo serve un buon Popolo, siamo sicuri di esserlo? Siamo sicuri che creare liste civiche senza prima cambiare noi stessi avra' un qualche effetto positivo?
venerdì 29 febbraio 2008
Si puo' cambiare la politica dal basso?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)












2 commenti:
Bravo, la foto è stata scattata e il senso è arrivato chiaro e profondo. Però farsi tante domande e stare a guardare. o peggio, lamentarsi comunque non cambierà le cose. Credo che sia giusto non illudersi, e credo anche che non illudersi sia la cosa più difficile da fare, se si vuole cambiare qualcosa. Poi i grilli parlanti, per l'appunto parlano, e noi dobbiamo stare a sentire tutti, anche chi ci non ci va proprio giù, perché un popolo democratico deve essere in grado di riflettere su ogni proposta ed opinione, alrtimenti è troppo comodo pensare che la verità sia tutta in un posto solo. Altriimenti, qui ci rimane solo la televisione.
Condivido le tue preoccupazioni. Dio ci scampi dalla televisione come mezzo di "disinformazione di massa". Meglio andare in giro ad osservare la realta', leggersi qualche giornale e usare il nostro buon senso per farci un'idea del mondo dell'Italia e della politica.
Posta un commento