domenica 23 settembre 2007

Adieu Marcel Marceau

sabato 22 settembre 2007

Mastella difende l'indulto a colpi di percentuali

Ebbene si, Mastella continua a difendere l'indulto, questa volta lo fa non sulle motivazioni (come finora aveva fatto) ma sui risultati statistici.

Tenendo presente che reputo comunque sia stata una decisione indifendibile, ecco quanto ha detto Mastella:

La presenza dei soggetti recidivi in carcere non e' aumentata, anzi. Se la percentuale di recidivi si assestava al 48% della popolazione carceraria prima dell'indulto, un anno dopo, la presenza di recidivi in carcere e' pari al 42% del totale. E tale ultimo dato include anche quel 22,7% dei detenuti usciti per il provvedimento votato dalla stragrande maggioranza del Parlamento che hanno varcato di nuovo le porte del carcere

Clemente Mastella


Fonte: Mastella: violenza mediatica, ma recidivi solo 42%

Era proprio necessario l'indulto? Non poteva essere trovata una soluzione vera al problema? Possibile che a causa dell'incapacita' a trovare, presentare e votare una legge decente si sia trovato un metodo cosi' precario per ridurre il numero dei carcerati?

Destino ineluttabile di un Governo non invidiabile

Si scherza su raffreddori che potrebbero far cadere il Governo semplicemente colpendo (e facendo rimanere a casa) qualche senatore del centrosinistra, o qualche senatore a vita. Cosi' tra uno scherzo che non fa ridere e un immobilismo legislativo e decisionale, ambedue (scherzo e immobilismo) causati dalla pressoche' parita' tra maggioranza e opposizione nel numero dei rispettivi senatori.

A questo punto, prima che sia troppo tardi, ma forse e' gia' troppo tardi, sarebbe il caso di cambiare la legge elettorale e indire nuove elezioni.

Dicevo che forse e' troppo tardi, ma per cosa vi chiederete?

Per non fare la figura degli inetti e avere una seppur piccola speranza di vincere nuovamente.

giovedì 20 settembre 2007

La vera democrazia e' sul web

Beppe Grillo
Se fai un articolo in Internet e racconti delle palle dopo 24 ore arrivano duemila commenti che ti dicono che si un cialtrone, quindi non puoi mentire e questa è la democrazia. E' chiaro che se parli in tv e sui giornali non hai contraddittorio, qui ce l'hai


Siccome io non credo sia cosi', e non credo neppure internet sia piu' democratica del mondo reale, anzi, quoto questo post:
In un grosso blog, di un personaggio cosi' carismatico, cosi' assolutista nelle sue opinioni come Beppe Grillo, si forma un feeling con i suoi lettori piu' assidui, che sono anche i suoi commentatori piu' assidui, usano il blog come una chat, botta e risposta, sempre a favore di co' che dice il loro beniamino (ultimamente qualcuno che si era fatta un'idea di Grillo come antipolitico e' un po' andato contro per la proposta di Grillo sui bollini alle liste comunali, ma su questo ci sarebbe da aprire un altro 3d, per l'aspettativa che il lettore si crea sullo scrittore, e la delusione che si ha quando dalla virtualita' dello scritto e del progettato si passa alla realta' del vissuto e dell'azione).

In questa situazione di affiatamento e pressoche' occupazione del blog degli ammiratori, non credo ci sia spazio per pareri difformi.

Fonte: Si puo' fare politica con un blog?

Rai: Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono

FigaroRAI
[...]

Pronta a far tutto,
la notte e il giorno
sempre d'intorno,
in giro sta.

[...]

Tutti mi chiedono,
tutti mi vogliono,
destra, sinistra,
opposizione, governo:

[...]


Questo e' il rapporto strettissimo tra la politica (anzi i politici) e la Rai. Un organo dei partiti non una rete televisiva di Stato.

Ente dai difficili equilibri, perche' tutti i partiti ne vogliono almeno un pezzetto, basta quindi che venga rimosso qualcuno, ed ecco che si scatenano le polemiche, le accuse di occupazione, ecc. Come al solito chi deve amministrare o gestire un ente pubblico, prima si esamina la sua appartenenza politica, dopo eventualmente (ma raramente) i suoi meriti e le sue capacita'.

Finira' questa assurdita'?


Fonte: Padoa-Schioppa, rapporto con la politica e' il male della rai

mercoledì 19 settembre 2007

Non trovo affatto che la Societa' sia meglio della sua classe Politica

Ecco cosa ha detto prodi a "Porta a Porta":



E ne sono convinto da tempo che le cose stiano veramente cosi'. Un popolo in democrazia ha la classe politica che si merita, che meglio la rappresenta. Si puo' obiettare dicendo che in politica dovrebbero andare i migliori rappresentanti, e che non possiamo sceglierli per via delle liste bloccate.

In realta' la scusa delle liste puo' funzionare per queste ultime elezioni, in cui tra l'altro non e' che ci siano tante facce diverse dalle precedenti elezioni in cui le liste non erano bloccate, ma prima?

La classe politica e' cosi', si comincia dai paesi, con i sindaci e i consigli comunali, voti in cambio di favori, poi si va a bussare alle porte: "Mio figlio e' senza lavoro", "Questo terreno sarebbe bello farlo edificabile", e tutto cio' che la fantasia italiana riesce ad immaginare.

E cosi' si porta in alto, sempre di piu', chi fa i favori, chi compra voti, chi porta iscritti ai partiti, ecc. chi merita veramente, e' integerrimo e onesto non fa strada.

Ma e' la classe politica che deve cambiare per poi cambiare (educandola) la societa', oppure e' la societa' che deve darsi una regolata, e votare per meriti non per avere in cambio favori personali?

E invece l'italiano, sempre pronto a lamentarsi, la colpa e' della casta, i politici corrotti. Ma e' l'Italia corrotta e corruttibile, fare pulizia in Parlamento non serve, perche' a conti fatti, se anche ci mandassimo chi ora si lamenta, le cose non cambierebbero.

Siamo senza speranza?

E io che ne so?

'Mazza 'sto Grillo


Mentre tranquillamente stavo pranzando, all'improvviso, eccoti l'editoriale di Mauro Mazza (direttore del Tg2) che attaccando il movimento di Beppe Grillo (attaccabilissimo su vari aspetti) lo accusa di poter causare un ritorno degli anni di piombo.

Ecco cosa ha detto nell'editoriale del Tg2 delle 13:

Cosa accadrebbe se un giorno all'improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Un tempo c'erano i cattivi maestri, che additavano come nemico un commissario, un giornalista, un magistrato e accadeva che qualcuno, pazzo o meno, andasse e premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. Oggi non abbiamo più i cattivi maestri né i buoni, abbiamo solo gli apprendisti stregoni. La storia, si dice, si ripete due volte, una volta in tragedia una volta in farsa. Ma cosa succederebbe se invece facesse il percorso inverso e da farsa si trasformasse in tragedia? Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno ascoltati quegli insulti contro tizio e contro caio premesse il grilletto?

Mauro Mazza


E cosa accadrebbe se proprio questo editoriale avesse fatto venire in mente a qualcuno questa possibilita'?

Ecco il video:

Bertinotti congela stipendi e Fassino

Fassino chiede a Bertinotti (presidente della Camera dei Deputati) di impedire ci sia l'aumento automatico degli stipendi dei Deputati:

Le chiedo un intervento per il congelamento immediato di tutte le forme di incremento automatico dei trattamenti economici dei parlamentari e l'attivazione delle procedure per portare rapidamente all'esame del Parlamento nuove norme ispirate a rigore, sobrietà e trasparenza
Fassino



Ma Bertinotti lo congela in questo modo:
Desidero ricordarti che la Camera dei deputati ha già congelato gli aumenti previsti dalla legge e che, dopo la verifica prevista ed effettuata avrebbero dovuto scattare automaticamente a decorrere dal 1 gennaio 2007. Come tu sai, essendo deputato, questi aumenti non sono stati erogati. L'aumento previsto dalla legge come automatico, perché legato alla dinamica retributiva dei magistrati, è stato già sospeso per i parlamentari membri della Camera dei deputati.
Bertinotti


Insomma, a voler cavalcare l'onda populista siamo tutti bravi, farlo dopo essersi informati sarebbe meglio.

Fonte: Fassino: stop ad aumento stipendi parlamentari


Resta un ulteriore passo da fare, cambiare la legge e impedire l'automatismo. Ma soprattutto, far si che i Parlamentari si meritino i loro stipendi, insomma, devono guadagnarseli.

martedì 18 settembre 2007

Alla faccia della democrazia



Senza parole!

Fonte: Domanda a John Kerry troppo lunga, studente arrestato (e percosso) in Florida


Aggiornamento:
A quanto pare il giovane e' un disturbatore semiprofessionista, non e' nuovo a queste performance. In piu' l'incompletezza del video non mostra alcuni fatti salienti:
1) Il ragazzo aveva gia' fatto una domanda dopo di che urlando ha impedito agli altri presenti di poter porre domande al Senatore.
2) Il Senatore ha concesso un'ulteriore domanda al ragazzo per farlo smettere di interrompere gli altri e questo ha cominciato a parlare di tutto e di piu' senza fare alcuna domanda, tranne alla fine.
3) Cio' non toglie che la reazione e' stata eccessiva, non credo che al Paolini americano non lo si potesse allontanare in altro modo.

venerdì 14 settembre 2007

Calderoli e il "maiale day"

Per cercare di contrastare la costruzione di una Moschea, Calderoli ha pensato bene (sull'onda degli *-Day) di proporre un "Maiale-Day", cioe', una specie di mostra suina da fare sul terreno su cui andra' costruita la moschea, ma a quanto pare neppure questa idea funziona, infatti gli e' stato risposto che basta un po' d'acqua per lavare il terreno e la Moschea si potra' costruire lo stesso. Per cui, col codino tra le gambe, Calderoli e' costretto a ritirarsi dal terreno di battaglia, tra l'ira dei fedeli musulmani, la forte contestazione del centrosinistra e lo sguardo attonito del centrodestra.

Non e' nuovo a iniziative sconsiderate, possibile sia privo di freni inibitori?


Link: Il «maiale day» non fa ridere

Blog politica e contradditorio

E' nato un confronto a suon di articoli tra Adinolfi e Boeri.

Boeri scrive:
Il blog non è forse lo strumento più consono per svolgere la funzione vera della politica, che è quella di mediare fra interessi diversi e trovare una sintesi. Più probabile che Internet continui ad essere uno strumento di informazione e di denuncia. È una funzione comunque molto importante.


Adinolfi risponde:
I blog non sono solo "uno strumento di informazione e di denuncia". I blog possono essere (e non da oggi) un luogo della politica. Non della chiacchiera politica, del teatrino, del gossip o della lamentazione perpetua del piove-governo-ladro. I blog sono un luogo dell’aggregazione di idee e consenso, della politica “vera” dunque, da almeno quattro anni.


Il problema dei blog e' la loro estrema identificazione con chi il blog lo scrive, chi interviene commentando un post scritto dal proprietario del blog, lo fa con la consapevolezza di non essere libero di scrivere cio' che vuole. Anche se nel blog non viene effettuato alcun tipo di censura dei commenti, chi giunge sul blog sa di non essere a casa sua, tra il timore, il rispetto che si deve al padrone di casa, e la paura di essere aggredito dai suoi fans, evitera' di scrivere qualcosa contro il proprietario e le sue idee.

E questo nulla ha a che vedere con la politica democratica. E' vero che esistono partiti (anche andati al governo) caratterizzati dall'estrema centralita' di un'unica persona, che nessuno all'interno del partito contesta, tuttavia sono situazioni che e' meglio evitare in democrazia.

Un blog puo' forse contestare, creare consensi (un eccesso di consenso cieco da parte di chi fa parte del movimento non e' comunque un bene in democrazia) dare informazioni, ma non puo' certo riuscire ad avere un ruolo attivo (non di suggeritore o contestatore) nella politica.

Prendiamo per esempio Beppe Grillo e il suo blog. Scrive contro, fa proposte che i suoi lettori appoggiano in modo acritico. C'e' dunque un contrasto evidente tra l'eccesso di criticita' verso gli altri politici/partiti/pensieri e una mancanza di criticita' verso la propria guida.

Chi scrive un blog deve avere la consapevolezza che il suo modo di scrivere fa si che i suoi lettori siano di un certo tipo.

Il blog non ha lo spirito di condivisione e partecipazione attiva che la politica dovrebbe avere, perche' sul blog e' difficile fare il bastian contrario, e' un "luogo privato". Non tutti i blog danno lo spazio a chi e' contrario di scrivere le loro idee, certo, forse teoricamente chiunque puo' commentare, ma non tutti si sentono tranquilli nel farlo, per i motivi che ho gia' espresso.

Molto dipende da come si scrive nel blog, occorre non prendere posizioni assolute, negando implicitamente l'esistenza o il valore di un parere difforme. E questo lo si puo' fare lasciando "buchi" nel proprio scritto, spazi che permettono ai lettori di essere stimolati da quanto e' scritto, ma soprattutto da quanto manca, in modo da sentirsi utili all'autore e agli altri lettori, e in modo da dar l'impressione a chi legge di aver qualcosa da dire che l'autore del blog non aveva pensato.

Ma per definizione un blog "politico" non puo' scrivere in questo modo, quindi per raggiungere l'obiettivo di creare un pensiero comune, inevitabilmente si circonda di persone che in parte la pensano come l'autore del blog, ma in gran numero sono semplicemente scontenti e infelici che nel blog trovano un punto di riferimento che riempia la loro assenza di ideali politici. Ma questo significa avere intorno qualcuno che e' arrivato alle nostre idee per conto suo attivamente, e molti altri che acriticamente hanno fatto proprie le nostre idee, in modo passivo, e questi non sono di nessun aiuto alla vita politica e democratica di un Paese.

Scrivere un blog se lo si vuol fare per comunicare "con gli altri" e non "agli altri", e questo e' molto difficile da fare per chi vuole fare politica da leader e contemporaneamente scrivere un blog, perde di obiettivita', per il suo ruolo e a causa dell'assenza di contradditorio. Certo, possono esserci altri blogger che lo contestano, tuttavia lui puo' farsi forte dei suoi fedelissimi lettori che lo difenderanno, attaccando chi lo contesta e dandogli la sensazione di essere nel giusto.



Ma la politica e' (o almeno dovrebbe essere) un'altra cosa.

giovedì 13 settembre 2007

Falso allarme tsunami



Sembra che il falso allarme non sia arrivato a tutti, manca ancora una seria strategia di intervento e informazione in queste situazioni. Fortunatamente l'onda anomala era di ridottissime dimensioni, ma non fosse stato cosi', purtroppo non tutti erano stati avvertiti.

Confronto: Berlusconi Grillo


Se ci pensate bene, non sono poi cosi' diversi. Fanno del populismo la loro arma vincente. Dicono al pubblico cio' che il pubblico vuole sentirsi dire. Pur non sapendo nulla di cio' che dicono, lo dicono in un modo cosi' sicuro e convincente che il loro pubblico (che ne sa meno di loro) finisce per convincersi che quella e' la realta', quello e' il modo giusto di reagire. Sfruttano entrambi il disagio e l'infelicita' popolare per un proprio tornaconto personale, perche' sanno benissimo di non avere la soluzione.

Perche' nessuno dei due vuole un contraddittorio? Perche' di fronte a chi conosce gli argomenti di cui si discute, vengono messi alle strette. Il loro modo di parlare al pubblico si basa sulla loro unicita' e sul monologo.

Analizziamo i tre famosi punti della "proposta popolare" (in realta' la proposta di Grillo):

1. Bandire dal Parlamento i condannati dopo il primo grado di giudizio. Viene riconosciuto ad ognuno di noi di avere almeno due gradi di giudizio, serve per garantire un minimo le persone, ed e' una misura che ogni stato di diritto prevede nel suo ordinamento. Per quanto riguarda alcuni tipi di reato, esiste gia' l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e quindi l'impossibilita' di essere eletti (e' stata applicata su Cesare Previti, possiamo cercare di fare in modo che sia automatica, ma non e' questo che chiede Grillo), vi sono altri reati che non prevedono questa misura, perche' aver commesso uno o piu' di questi altri reati non significa il venir meno della possibilita'/capacita' di rappresentare l'elettorato.

2. Porre un limite massimo di due mandati parlamentari. Chi deve decidere e' l'elettore, che col suo voto puo' stabilire se far si che quella persona sieda al parlamento per un'altra legislatura o no. Penso inoltre che se un politico "pofessionista" ha l'esperienza e la capacita' sia antidemocratico impedirgli di proseguire solo perche' ha gia' fatto due legislature. Il problema che si pensa di poter risolvere in questo modo in realta' si dovrebbe cercare di far si che a far carriera in politica siano i meritevoli, non quelli che hanno "amici speciali" o portano tanti iscritti e soldi al partito. Ossia, cio' che sarebbe da cambiare e' il modo in cui chiunque da quando si iscrive ad un partito in poi fa strada all'interno del partito stesso. Far si che si rinnovino i gruppi dirigenti nei partiti. Ma queste semplicistiche "soluzioni" Grillesche sono solo chiacchiere che attirano la folla ma che non servono a risolvere assolutamente nulla.

3. Elezione diretta dei parlamentari. Penso che i promotori del referendum per la modifica della legge elettorale, abbiano cercato di risolvere il problema in modo concreto.

Link:
~ L'invasione barbarica di Grillo

mercoledì 12 settembre 2007

Si all'accordo, anzi no!

E' la prima volta in oltre sessant'anni che una federazione di categoria dice no a un accordo confederale firmato dalla Cgil.

E cosi' la Fiom, famosa per scioperi illegali, proteste esagerate e inutili, e altre cosette, facendo fronte comune con Rifondazione, tenta, di cambiare questo accordo, che, non sara' il massimo, ma e' un accordo, va rispettato e potrebbe portare cambiamenti positivi.


Preoccupazione per il voto di oggi del Comitato centrale è stata espressa dal segretario nazionale Fiom Fausto Durante, vicino a Epifani e leader dell'area riformista nella federazione. "Qualcuno nella Fiom - ha detto - spera che la riunione di oggi si trasformi in un 11 settembre della Cgil, non vorrei che grazie a questa deriva il risultato sia un 11 settembre per la Fiom".

Fonte: WELFARE, FIOM CONTRO CGIL: NO AD ACCORDO DEL 23/7

Italia a rischio blackout

Dopo le mille rassicurazioni, dopo gli "accordi" con la Russia, ecco che lo spettro del gas torna a farsi sentire. Il rischio di restare "al freddo e al buio" e' ancora piu' forte di due anni fa.
Lo dice l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti secondo il quale l'Italia e' oggi "più fragile" di due anni fa.

Certo, non solo non si e' fatto nulla, ma le riserve utilizzate due anni fa per far fronte alla crisi Russia-Ucraina probabilmente non sono piu' sufficienti. I consumi sono aumentati, ma gli investimenti per farvi fronte no. Facciamo ancora affidamento su Paesi non proprio stabili, Algeria, Ucraina. Cosi' in caso di crisi in questi Paesi, andiamo in crisi anche noi. I rigassificatori sono rimasti parole al vento, l'eolico e il fotovoltaico (che almeno potevano dare un minimo di aiuto) neanche a parlarne, i gasdotti sono sempre gli stessi, ecc.

E si pensa di risolvere il problema limitando i consumi. Insomma: "Popolo italiano, consumate meno se non volete restare al buio e al freddo", giusto limitare gli sprechi, ma fare qualcosa prima?

martedì 11 settembre 2007

Speriamo se lo tengano



La polizia belga avrebbe fermato l'eurodeputato della Lega Mario Borghezio prima della manifestazione anti-islam. Lo ha riferito lo stesso Borghezio, il quale ha spiegato di parlare da un mezzo delle forze dell'ordine e ha denunciato di essere stato malmenato dalle forze dell'ordine. L'esponente leghista sarebbe stato fermato con un'altra ventina di persone.

Fonte: Borghezio: fermato da polizia belga