
Se ci pensate bene, non sono poi cosi' diversi. Fanno del populismo la loro arma vincente. Dicono al pubblico cio' che il pubblico vuole sentirsi dire. Pur non sapendo nulla di cio' che dicono, lo dicono in un modo cosi' sicuro e convincente che il loro pubblico (che ne sa meno di loro) finisce per convincersi che quella e' la realta', quello e' il modo giusto di reagire. Sfruttano entrambi il disagio e l'infelicita' popolare per un proprio tornaconto personale, perche' sanno benissimo di non avere la soluzione.
Perche' nessuno dei due vuole un contraddittorio? Perche' di fronte a chi conosce gli argomenti di cui si discute, vengono messi alle strette. Il loro modo di parlare al pubblico si basa sulla loro unicita' e sul monologo.
Analizziamo i tre famosi punti della "proposta popolare" (in realta' la proposta di Grillo):
1. Bandire dal Parlamento i condannati dopo il primo grado di giudizio. Viene riconosciuto ad ognuno di noi di avere almeno due gradi di giudizio, serve per garantire un minimo le persone, ed e' una misura che ogni stato di diritto prevede nel suo ordinamento. Per quanto riguarda alcuni tipi di reato, esiste gia' l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e quindi l'impossibilita' di essere eletti (e' stata applicata su Cesare Previti, possiamo cercare di fare in modo che sia automatica, ma non e' questo che chiede Grillo), vi sono altri reati che non prevedono questa misura, perche' aver commesso uno o piu' di questi altri reati non significa il venir meno della possibilita'/capacita' di rappresentare l'elettorato.
2. Porre un limite massimo di due mandati parlamentari. Chi deve decidere e' l'elettore, che col suo voto puo' stabilire se far si che quella persona sieda al parlamento per un'altra legislatura o no. Penso inoltre che se un politico "pofessionista" ha l'esperienza e la capacita' sia antidemocratico impedirgli di proseguire solo perche' ha gia' fatto due legislature. Il problema che si pensa di poter risolvere in questo modo in realta' si dovrebbe cercare di far si che a far carriera in politica siano i meritevoli, non quelli che hanno "amici speciali" o portano tanti iscritti e soldi al partito. Ossia, cio' che sarebbe da cambiare e' il modo in cui chiunque da quando si iscrive ad un partito in poi fa strada all'interno del partito stesso. Far si che si rinnovino i gruppi dirigenti nei partiti. Ma queste semplicistiche "soluzioni" Grillesche sono solo chiacchiere che attirano la folla ma che non servono a risolvere assolutamente nulla.
3. Elezione diretta dei parlamentari. Penso che i promotori del referendum per la modifica della legge elettorale, abbiano cercato di risolvere il problema in modo concreto.
Link:
~ L'invasione barbarica di Grillo
giovedì 13 settembre 2007
Confronto: Berlusconi Grillo
Pubblicato da
H1dR0GeN0
a
4:46 PM
Etichette: attualità, beppe grillo, berlusconi, blog, elezioni, Italia, pensieri, politica, referendum, satira, verità
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