E' nato un confronto a suon di articoli tra Adinolfi e Boeri.
Boeri scrive:
Il blog non è forse lo strumento più consono per svolgere la funzione vera della politica, che è quella di mediare fra interessi diversi e trovare una sintesi. Più probabile che Internet continui ad essere uno strumento di informazione e di denuncia. È una funzione comunque molto importante.
Adinolfi risponde:
I blog non sono solo "uno strumento di informazione e di denuncia". I blog possono essere (e non da oggi) un luogo della politica. Non della chiacchiera politica, del teatrino, del gossip o della lamentazione perpetua del piove-governo-ladro. I blog sono un luogo dell’aggregazione di idee e consenso, della politica “vera” dunque, da almeno quattro anni.
Il problema dei blog e' la loro estrema identificazione con chi il blog lo scrive, chi interviene commentando un post scritto dal proprietario del blog, lo fa con la consapevolezza di non essere libero di scrivere cio' che vuole. Anche se nel blog non viene effettuato alcun tipo di censura dei commenti, chi giunge sul blog sa di non essere a casa sua, tra il timore, il rispetto che si deve al padrone di casa, e la paura di essere aggredito dai suoi fans, evitera' di scrivere qualcosa contro il proprietario e le sue idee.
E questo nulla ha a che vedere con la politica democratica. E' vero che esistono partiti (anche andati al governo) caratterizzati dall'estrema centralita' di un'unica persona, che nessuno all'interno del partito contesta, tuttavia sono situazioni che e' meglio evitare in democrazia.
Un blog puo' forse contestare, creare consensi (un eccesso di consenso cieco da parte di chi fa parte del movimento non e' comunque un bene in democrazia) dare informazioni, ma non puo' certo riuscire ad avere un ruolo attivo (non di suggeritore o contestatore) nella politica.
Prendiamo per esempio Beppe Grillo e il suo blog. Scrive contro, fa proposte che i suoi lettori appoggiano in modo acritico. C'e' dunque un contrasto evidente tra l'eccesso di criticita' verso gli altri politici/partiti/pensieri e una mancanza di criticita' verso la propria guida.
Chi scrive un blog deve avere la consapevolezza che il suo modo di scrivere fa si che i suoi lettori siano di un certo tipo.
Il blog non ha lo spirito di condivisione e partecipazione attiva che la politica dovrebbe avere, perche' sul blog e' difficile fare il bastian contrario, e' un "luogo privato". Non tutti i blog danno lo spazio a chi e' contrario di scrivere le loro idee, certo, forse teoricamente chiunque puo' commentare, ma non tutti si sentono tranquilli nel farlo, per i motivi che ho gia' espresso.
Molto dipende da come si scrive nel blog, occorre non prendere posizioni assolute, negando implicitamente l'esistenza o il valore di un parere difforme. E questo lo si puo' fare lasciando "buchi" nel proprio scritto, spazi che permettono ai lettori di essere stimolati da quanto e' scritto, ma soprattutto da quanto manca, in modo da sentirsi utili all'autore e agli altri lettori, e in modo da dar l'impressione a chi legge di aver qualcosa da dire che l'autore del blog non aveva pensato.
Ma per definizione un blog "politico" non puo' scrivere in questo modo, quindi per raggiungere l'obiettivo di creare un pensiero comune, inevitabilmente si circonda di persone che in parte la pensano come l'autore del blog, ma in gran numero sono semplicemente scontenti e infelici che nel blog trovano un punto di riferimento che riempia la loro assenza di ideali politici. Ma questo significa avere intorno qualcuno che e' arrivato alle nostre idee per conto suo attivamente, e molti altri che acriticamente hanno fatto proprie le nostre idee, in modo passivo, e questi non sono di nessun aiuto alla vita politica e democratica di un Paese.
Scrivere un blog se lo si vuol fare per comunicare "con gli altri" e non "agli altri", e questo e' molto difficile da fare per chi vuole fare politica da leader e contemporaneamente scrivere un blog, perde di obiettivita', per il suo ruolo e a causa dell'assenza di contradditorio. Certo, possono esserci altri blogger che lo contestano, tuttavia lui puo' farsi forte dei suoi fedelissimi lettori che lo difenderanno, attaccando chi lo contesta e dandogli la sensazione di essere nel giusto.
Ma la politica e' (o almeno dovrebbe essere) un'altra cosa.












2 commenti:
D'accordo con te. Presupposto dell'azione politica (che secondo me è proposta,idea di società) è la partecipazione orizzontale. Internet in realtà offre strumenti (come i forum) in grado di garantirla. O quasi ... E il blog è molto parziamente uno di questi !
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