domenica 16 novembre 1997

L'ONDA

E venne giu', implacabile, giu' pesante contro di me, inerte in quel boato che mi imprigiono', mi tolse il respiro e mi risucchio', invischiandomi nella bianca shiuma e portandomi lontano.

Poi ci ripenso', non mi volle piu' e con ancora piu' forza e determinazione mi spinse dove mi aveva catturato, lontano da se, lasciandomi li, ammutolito e incredulo a riprendere fiato.

Tutto era avvenuto troppo in fretta, quell'onda prima mi prese, poi mi allontano'; prima mi tolse l'aria, poi me la ridono'; prima mi amo', poi mi respinse.

lunedì 10 novembre 1997

IL DOPO

E sono qui ad aspettare, io che non sono piu', io nell'eterna attesa.

Attesa di cosa, o di chi?

Non mi aspettero' certo che un angelo o un diavolo venga a dirmi di seguirlo, io che non ho mai creduto.

Ma allora, dove sono, perche' i miei pensieri non sono morti col mio corpo, perche'...?

Non vedo nulla, un nulla oscuro, forse e' questo l'inferno, questa e' la mia eterna punizione?

Solo, nel nulla, a pensare. Pensare a cosa? Alla fine non avro' piu' nulla a cui pensare e impazziro'.

O forse e' il purgatorio, allora non restero' qui in eterno, ma solo il tempo di scontare la mia pena. Dovro' comunque restare qui nel nulla per chissa' quanto tempo.

O forse qui il tempo non esiste, o forse e' diverso, magari sono gia' passati secoli e secoli da quando sono qui, forse la mia pena sta per giungere al termine, ma quest'attesa mi snerva.

Attesa di cosa? Del paradiso? Come sara' il paradiso, forse li e' tutto luce, continuero' a pensare anche li? Saro' da solo?

Intanto i miei pensieri continuano a tenermi compagnia, e spero che questo non sia il paradiso, per scoprirlo devo solo aspettare.

Aspettare il dopo...